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cento 

Agenzia Entrate La sede sarà chiusa a partire dal 2 marzo

Fabio Terminali

Ultima settimana di lavoro negli uffici di via del Commercio La direzione regionale: «Nessun disagio particolare per l’utenza» Dal Comune ipotesi alternativa

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. Dal 2 marzo in poi niente sede dell’Agenzia delle Entrate a Cento. La data è stata messa nero su bianco il 27 gennaio scorso dalla direzione regionale. «La chiusura dell’ufficio è coerente con le disposizioni che impongono il contenimento dei costi per i canoni di locazione e l’efficientamento della presenza delle pubbliche amministrazioni sul territorio», scrive nel provvedimento il direttore vicario dell’Agenzia, Aldo Polito.

La prossima sarà l’ultima settimana di lavoro, quindi, nell’ufficio di via del Commercio. Venerdì le ultime pratiche de visu con la clientela. Anche se l’amministrazione comunale centese sta provando a far innestare la retromarcia con una ipotesi di nuova sede.

personale e clienti

Il dopo soppressione, che era nell’aria da diversi mesi, è già pronto, almeno per quanto riguarda il personale: i 13 dipendenti fin qui impegnati a Cento (anche se solo quattro si possono considerare pienamente operativi) saranno ricollocati tra Ferrara e Bologna.

E i clienti? Il direttore Polito non vede «particolari disagi, in quanto il continuo sviluppo dei servizi telematici rende sempre meno necessario ai cittadini accedere fisicamente in ufficio».

IL SINDACO

«Si sta lavorando da tempo per definire spazi adeguati a poter accogliere il locale Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate: un servizio importante per il territorio».

È il sindaco Fabrizio Toselli a riferire dei diversi incontri e sopralluoghi svolti in questi mesi con i referenti della direzione regionale dell’Emilia Romagna per trovare una soluzione alternativa, che possa essere funzionale ad accogliere gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Cento: «Alla direzione regionale ho recentemente comunicato la proposta elaborata – prosegue il sindaco –. I locali, in possesso degli opportuni requisiti, devono essere di proprietà comunale, in quanto la municipalità non può pagare un affitto per un ente terzo. E, dal momento che non vi sono ambienti che rispondano a queste caratteristiche, è stata necessaria una più vasta riflessione».

«Gli spazi sono stati individuati e saranno disponibili, con un comodato d’uso gratuito, a seguito di una riorganizzazione degli uffici comunali, il cui intento è di riunificarli per rendere meglio fruibili i servizi. Tale operazione troverà compimento – conclude Toselli – con l’approvazione del bilancio di previsione, in cui saranno stanziate le risorse necessarie agli spostamenti definiti». —





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