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Niente segno della pace e acquasantiera vuota

Margherita Goberti
Niente segno della pace e acquasantiera vuota

Gli effetti anche per i fedeli nelle chiese 

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il caso

L’effetto corona virus si fa sentire anche nelle Chiese e ieri giornata festiva, erano decisamente meno affollate durante la celebrazione delle Messe.

A Santo Stefano dove è parroco monsignor Massimo Manservigi vicario dell’arcivescovo Gian Carlo Perego alcuni banchi erano vuoti perché la gente ha preferito stare in piedi in fondo alla chiesa piuttosto che sedersi accanto ad uno sconosciuto e proprio don Massimo all’inizio della funzione si è rivolto ai fedeli dicendo che se anche dalla Curia non erano ancora arrivati suggerimenti di tipo igienico, per avere un’attenzione in più, non avrebbe suggerito di scambiarsi il segno della pace ed avrebbe distribuito la Comunione solamente depositandola sulle mani. Per chi non è solito utilizzare questo sistema per prendere l’ostia ha spiegato come doveva fare, ovvero incrociare le mani una sull’altra e poi prendere l’Eucarestia con la destra e consumarla davanti al sacerdote. «Incontrerò l’arcivescovo – ha concluso – lunedì mattina e sentirò se ci saranno altri ordini in proposito. Non si deve drammatizzare ma neppure minimizzare. Intanto mercoledì, primo giorno di Quaresima, ci saranno le celebrazioni di rito e la messa alle 18 a San Francesco ed alle 21 a Santo Stefano». Don Lino Faggioli della chiesa del Perpetuo Soccorso di Borgo Punta ha anche tolto l’acqua dalle acquasantiere: un gesto che solitamente applica quando è alto il picco dell’epidemia influenzale e che quindi ha riproposto in questi giorni dove si è particolarmente all’erta, perché anche dall’acqua santa nella quale si immergono tante mani, potrebbe venire un contagio. —

Margherita Goberti

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