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Una raccolta fondi per il progetto disabili

Una raccolta fondi per il progetto disabili

È a rischio la prosecuzione di “Vita indipendente” L’assessore replica al Pd: proviamo a dargli un futuro

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BONDENO. Il progetto “Vita indipendente” è incominciato nel 2018 e ha interessato diversi ragazzi diversamente abili consentendo loro di fare esperienze di vita autonoma e indipendente nel fine settimana nella casa di via Gorizia a Ponte Rodoni.

Il ciclo di quest’anno non è ancora iniziato, e su questo punta il dito l’opposizione.

IL PD

«Dopo questi proclami ci troviamo in una situazione di stallo – interviene il consigliere comunale e segretario del Pd Tommaso Corradi –. Per peggiorare le cose, alle famiglie è stato chiesto di pagare di tasca propria un contributo spropositato. Il progetto non è più sperimentale e dunque può contare su contributi dell’Ausl. Questo si sapeva fin dall’inizio, ma l’amministrazione, come al solito, dopo l’inaugurazione e la prima pubblicità non ha fatto un piano per il futuro. Dopo aver speso belle parole è necessario attivarsi perché quanto fatto non si disperda. “Vita indipendente” deve diventare un progetto strutturato, e per la sua enorme qualità sociale e umana si profila come un eccellenza per Bondeno».

«Penso con grande preoccupazione – continua Corradi – a tutte le ragazze ed i ragazzi e le loro famiglie che hanno visto nascere “Villa Futura” e che ci credono ancora oggi. È fondamentale che la nostra comunità si stringa attorno a loro, e che li sostenga».

l’assessore

«Di fronte alle difficoltà, potevamo fare come altri e decidere di non proseguire l’esperienza, la quale ha permesso di dare un servizio a tante famiglie, oppure lavorare per dare un seguito al progetto “Vita indipendente”. La nostra scelta è andata in quest’ultima direzione».

Così risponde l’assessore alle politiche sociali, Francesca Piacentini. Il Comune cerca intanto di attivare un “crowdfounding” per sopperire alle risorse venute a mancare attraverso il sostegno del Fondo regionale per le non autosufficienze. Per queste ragioni, la scelta di continuare con il progetto avrebbe comportato «che fossero gli utenti stessi a pagare un importo che si aggira sui 250 euro al mese – avverte la Piacentini –. Il costo annuale di “Vita indipendente”, infatti, è di 90.000 euro. Negli ultimi mesi, ben conoscendo la situazione che si stava delineando, abbiamo tentato di trovare soluzioni alternative, che potessero essere adeguate per tutti. Da un lato, si è ottenuto che venissero accantonati 20.000 euro sul Fondo regionale per le non autosufficienze, di cui abbiamo avuto conferma dieci giorni fa; infine, dopo aver condiviso le possibili situazioni con le famiglie, è stato deciso di attivare una raccolta fondi social per reperire le risorse necessarie. La bontà e i buoni risultati di questi due anni di progettualità rendono auspicabile la possibilità di riuscire». —

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