Bandiera verde, un non-caso «I pediatri pensano a curare»
Il riconoscimento alle spiagge adatte ai bambini è frutto di un’iniziativa privata L’assessore Pattuelli: «La certificazione Bandiera Blu ha ben altro spessore»
Spiagge dei Lidi a misura di bambino? Non serve la bandiera verde dei pediatri per certificarlo. E ci mancherebbe altro. Ma il fatto che non sia arrivato il riconoscimento ha fatto scoppiare il caso. Che, per carità, si sgonfia ancor più velocemente di come s’era gonfiato.
NIENTE DI ISTITUZIONALE
«Ho appena sentito Italo Farnetani - riferiva ieri Riccardo Pattuelli, assessore lagunare al turismo -, il referente di questa iniziativa delle bandiere verdi, che si basa su una ricerca spontanea fatta da pediatri, che votano le destinazioni adatte ai bambini. Non c’è una candidatura istituzionale a ricevere il riconoscimento, ma l’iniziativa di pediatri che propongono destinazioni attraverso un sito. In questi anni Comacchio è stata anche proposta ma non ha raggiunto il quorum, perché non sufficientemente supportata. Condivido con le associazioni che si sono già espresse che questo sia un territorio adatto alle famiglie, il riconoscimento della Bandiera Blu lo conferma e ha anche le caratteristiche per avere anche la bandiera verde».
Insomma, è mancato il supporto dei pediatri ai sette Lidi, perché è proprio così che funziona: ne servono ben 35 per presentare una candidatura, che va poi supportata coinvolgendo il maggior numero possibile di colleghi. Insomma, un “di più” che può far piacere, ma che al massimo significa avere il riconoscimento - per carità, qualificato - degli esperti in pediatria.
In risposta alle sollecitazioni di Confesercenti rispetto al riconoscimento della bandiera verde alle spiagge dei Lidi, l’assessore Pattuelli chiarisce: «Anche gli stessi pediatri del territorio si sentono estranei, poiché non sono stati contatti con nessun mezzo per pareri o votazioni in tale sondaggio. I pediatri non hanno certo “lavorato” contro il territorio e, anzi, riconoscono la qualità dei nostri luoghi, spiagge e servizi, come riconosciuto dalla bandiera blu assegnata a Comacchio attraverso una candidatura ben più complessa, oggettiva, verificata e basata su criteri validanti internazionali su più aspetti».
«ALTRI ADEMPIMENTI»
Come dire, c’è bandiera e bandiera, senza voler mancare di rispetto a nessuno: «In conclusione - aggiunge Pattuelli - penso che i pediatri debbano svolgere il loro ruolo assistenziale e non essere chiamati a situazioni estranee alla loro professionalità, ancor di più in questo momento di ben altra emergenza, in cui il loro ruolo di assistenza e prevenzione a favore dei nostri bambini è fondamentale».
Insomma, partecipare alla promozione del territorio attraverso questo “gioco” può essere solo un piccolo tassello in più, ma solo all’interno di un mosaico ben più strutturato. E solo se avanzano tempo e buona volontà ai pediatri. —
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