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Emergenza coronavirus a Ferrara

Coronavirus, mascherine a ruba: a Cona finiscono sotto chiave. «E nei turni di notte?»

Coronavirus, mascherine a ruba: a Cona finiscono sotto chiave. «E nei turni di notte?»

S. Anna, per i pazienti “sospetti” ipotesi di padiglione esterno. Si mette a punto la rete dei posti per il ricovero dei casi gravi

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FERRARA. Nel giro di poche settimane sono entrati di diritto nel ristretto ambito degli oggetti più “rari” reperibili sul mercato. Le mascherine di protezione sanitaria sono sparite dalle farmacie, ma può capitare in questi giorni che vadano a ruba anche negli ospedali, nonostante - in questo caso - si tratti di presìdi professionali, utilizzati dal personale per evitare di essere contagiato da pazienti infetti.

È accaduto al Sant’Anna, dove è stato notato recentemente un consumo eccessivo di questi dispositivi. L’azienda ospedaliera ha quindi deciso di centralizzarne la distribuzione e la consegna per contrastare fenomeni di presunto accaparramento.

Qualcuno, tra i sanitari, però si è lamentato. Non per criticare la decisione dell’ospedale (la Regione ha appena reperito un milione di mascherine che saranno distribuite fra le varie aziende sanitarie dell’Emilia Romagna per far fronte alle future necessità) ma per segnalare un possibile disguido organizzativo, probabilmente risolvibile con una più capillare comunicazione diretta al personale. Alcuni operatori avrebbero avuto qualche difficoltà a procurarsi la mascherina se l’esigenza insorge durante i turni di notte.

La conta dei posti. Le previsioni, comunque, prospettano un aumento di casi “sospetti” e ricoveri nei prossimi giorni. La Regione sta contando i letti disponibili per i pazienti più gravi nei reparti a maggiore intensità di cura. L’Asl ha comunicato all’ente di essere dotata di 12 posti letto di Terapia intensiva di cui 2 con possibilità di isolamento semplice e nessuno con possibilità di isolamento a pressione negativa. Al Sant’Anna sono 16 le stanze a pressione negativa che possono essere allestite con uno o due letti. Il dato serve a “tarare” la rete se la pressione sul sistema sanitario crescerà in modo consistente, moltiplicando i casi di pazienti in gradi condizioni.

Unità separate. Uno degli accorgimenti che si stanno mettendo in campo per limitare la circolazione del virus è la riduzione delle occasioni di incontro di più persone nello stesso luogo, in particolare se si tratta di servizi sanitari, come i pronto soccorso.

La Regione ha iniziato a valutare la possibilità di attivare presìdi medici avanzati, sul modello dell’unità insediata a Piacenza o di quella di Roma allo Spallanzani, in tutti gli ospedali hub dell’Emilia Romagna, come il Sant’Anna, a Cona. Si tratta di tende installate dai volontari della Protezione civile che consentono di creare percorsi alternativi, al di fuori dei canali ordinari, per visitare i pazienti che potrebbero aver avuto un contatto con il virus.

La strategia sarà discussa a breve con i direttori generali delle aziende sanitarie della regione. «Sono certamente uno dei modi per potenziare la nostra risposta qualora l’efficacia delle misure di contenimento adottate risulti insufficiente», commenta il direttore generale del Sant’ Anna, Tiziano Carradori.

“Giallo” Genetica. Tra le “anomalie” legate ai contraccolpi organizzativi dell’epidemia c’è la segnalazione su un social di una mancata visita nel servizio di Genetica che ha sede nella Casa della Salute, in corso Giovecca. Una disdetta inattesa che sarebbe dovuta in qualche modo all’emergenza sanitaria in atto, ma che al S. Anna, interpellato, non risulta. «L’utente si metta in contatto con l’ospedale in modo che possiamo verificare cosa è successo».

Numeri utili. L’Asl di Ferrara ha attivato, ed è già funzionante, un numero verde provinciale a disposizione dei cittadini.

Si tratta dell’800550355, al quale rispondono tre operatori del Dipartimento di Sanità pubblica per offrire informazioni e chiarire dubbi o indicare percorsi corretti di assistenza e cura.

Il recapito risulta attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 , sabato dalle 8.30 alle 13.

Un ulteriore linea telefonica diretta è stata istituita tra Dipartimento di Sanità pubblica e 118, per risolvere rapidamente le situazioni di urgenza/emergenza.

Il numero verde provinciale ferrarese si aggiunge al numero verde regionale 800033033, che è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 , sabato dalle 8. 30 alle 13. —

Gi.Ca.

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