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Imprese gestite da giovani C’è crescita nel Ferrarese

Imprese gestite da giovani C’è crescita nel Ferrarese

Dato in controtendenza rispetto al calo registrato a livello regionale e nazionale In provincia +8,8% sull’anno anche se la percentuale sul totale arriva solo al 7,3%  

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A fine 2019 le imprese attive giovanili in Emilia-Romagna sono risultate 29.445, pari al 7,4 per cento delle imprese regionali, la quota più bassa tra le regioni italiane. In un anno la perdita è di 678 imprese (-2,3 per cento), mentre le altre imprese sono diminuite dello 0,6 per cento.

Il dato ferrarese

Un dato che va in controtendenza quello emiliano con il risultato ferrarese dove viceversa le imprese giovanili sono in aumento. In base ai dati forniti dall’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrara alle fine del 2019 le imprese giovanili erano 2.530 su un totale di 32.273 che rappresenta il 7,3% delle imprese ferraresi. Il dato dell’incremento nell’anno è del +8,8%. Un dato quello ferrarese che è inferiore comunque alla media regionale. Questa ripresa delle aziende giovanili va motivata anche un maggior numero di attività in campo tecnologico, fattore che lascia ben sperare nel campo dell’innovazione. Ma anche l’agricoltura sta dando buoni risultati.

Il dato nazionale

A livello nazionale, le imprese giovanili scendono a 488.409 (-2,7 per cento), pari al 9,3 per cento del totale, mentre le altre imprese mantengono sostanzialmente invariata la loro consistenza. Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese giovanili aumentano solo in Trentino-Alto Adige (+2,4 per cento) e in Valle d’Aosta (+0,6 per cento). La riduzione più rilevante si è avuta in Basilicata (-5,2 per cento). L’andamento negativo delle imprese giovanili appare più contenuto in Veneto (-2,1 per cento) e in Lombardia (-2,0 per cento).

Emilia-Romagna

La diminuzione delle imprese giovanili continua a essere determinata dal pesante crollo delle imprese delle costruzioni (-415 unità, pari a -7,2 per cento). A questo si è aggiunta la flessione delle imprese dell’insieme dei servizi (-218 imprese, -1,1 per cento).

Nel settore del commercio la riduzione è marcata, ma in rallentamento (-161 imprese, -2,1 per cento), mentre l’aggregato di tutti gli altri settori dei servizi torna a mostrare una leggera flessione (-57 imprese, 0,5 per cento). Risulta sensibile anche la riduzione delle imprese dell’industria (-73 unità, -3,3 per cento), mentre il contributo positivo che continua a giungere dall’agricoltura è stato marginale (+28 imprese, +1,1 per cento). Si conferma quindi i settori che vanno per la maggiore e quelli che incontrano invece difficoltà.

La forma giuridica

La riduzione delle imprese giovanili è principalmente da attribuire alla flessione molto ampia delle ditte individuali (-577 unità, pari a -2,5 per cento) e alla più rapida contrazione delle società di persone (-7,0 per cento, -142 unità). Resta forte la crescita delle società di capitale (+2,1 per cento, pari a 100 unità), ma anche le imprese costituite sotto altre forme, cooperative e consorzi, hanno subito un’ulteriore e più pesante riduzione (-16,1 per cento). —

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