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Rugby al femminile Palla ovale alle Taddia per superare il tabù

Rugby al femminile Palla ovale alle Taddia per superare il tabù

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CENTO. Le ragazze e il rugby: un pregiudizio da sfatare. Nell’ambito del progetto Area Motoria, si è svolto nei giorni scorsi all’Iis Fratelli Taddia un incontro sulla validità educativa del gioco del rugby, rivolto a un’utenza soprattutto femminile. All’appuntamento, tenuto da esperti del Rugby Pieve 1971 Asd, erano presenti Erika Morri (ex azzurra e consigliere nazionale Federazione Italiana Rugby), Adriano Balsemin (presidente del Rugby Pieve 1971), Marco Aleotti (responsabile per lo sviluppo settore femminile Rugby Pieve), assieme ad alcune giocatrici della squadra.

Dopo aver raccontato la storia del Rugby Pieve, che oggi vanta più di 200 tesserati, Balsemin è entrato nel merito parlando della solida presenza di squadre femminile in uno sport che, per pregiudizio e scarsa conoscenza, è visto come prettamente maschile.

ATTITUDINI

Il coach della squadra femminile Marco Aleotti ha spiegato come nel rugby, dal punto di vista delle qualità psicofisiche, le donne siano più adatte rispetto agli uomini: sono abituate ad approcciarsi a una pluralità di competenze e hanno una sensibilità che le rende più “complete” rispetto agli uomini.

Il rugby, nella mentalità collettiva, viene associato al concetto di “violenza”: invece è uno sport in cui l’intelligenza è una dote prioritaria rispetto alla “forza”, che è sempre circoscritta al rispetto degli altri.

VALORI EDUCATIVI

Oltre a riflettere sui valori educativi del rugby, sport in cui c’è sempre bisogno dell’aiuto del compagno e del sostegno della squadra, i ragazzi hanno colto questo in questo sport siano importanti la relazione e la conoscenza reciproca, e come le donne abbiano quindi le stesse possibilità degli uomini. Molto coinvolgente, il momento in cui un gruppo di studentesse, grazie a Giulia, una giocatrice della squadra di Pieve, ha provato la formazione della “mischia”.

La parola poi è passata a Erika Morri, che ha definito il rugby come «lo sport più democratico di tutti», in cui c’è spazio per uomini e donne e per ogni tipologia fisica. Tutto inizia nello spogliatoio con la consegna delle maglie, momento in cui si dice “onora questa maglia”. Parole e sensazioni che studenti e studentesse delle Taddia non dimenticheranno . —

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