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Le preoccupazioni di Paolo Bruni (Cso Italy) 

Export ortofrutta a rischio «Allarme per il mercato»

Export ortofrutta a rischio «Allarme per il mercato»

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L’opinione

«Troppi comportamenti immotivati collegati all’emergenza Coronavirus rischiano purtroppo di impattare in modo sostanziale anche sulle attività delle imprese del settore ortofrutticolo. L’Italia in questi giorni sta mettendo in campo tutte le misure necessarie per la tutela della salute pubblica mirate a limitare il contagio; occorre però un maggiore coordinamento e una corretta e trasparente comunicazione che riporti la problematica nel giusto ambito».

Queste le parole del presidente di Cso Italy, Paolo Bruni, espresse anche a nome degli associati, alla luce di alcuni atteggiamenti poco comprensibili che hanno rischiato e forse rischiano ancora di avere ricadute negative persino sull’export e il commercio ortofrutticolo internazionale.

«Il pericolo che stiamo correndo – dice Bruni – è che in maniera assolutamente immotivata la distribuzione si possa rivolgere ad altri Paesi produttori, con il rischio di perdere le nostre quote di mercato. Stiamo parlando di oltre 3, 6 milioni di tonnellate di ortofrutta per un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro che non possono essere in alcun modo collegate con il virus di cui tutti stanno parlando in questi giorni». Alcune catene della Grande Distribuzione europea stanno infatti chiedendo garanzie che i prodotti italiani siano sicuri e controllati. È un atteggiamento privo di qualsiasi motivazione plausibile, come confermano gli esperti. In particolare, come dichiarato dal virologo Massimo Andreoni, professore dell’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, il virus non può trasmettersi da oggetti, prodotti, superfici». —

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