Coronavirus, Ferrara azzera le rette di nidi e materne. Fabbri: fondo per i danni all’economia
Il sindaco fa il punto della situazione: gestire questa fase, che potrebbe continuare, con responsabilità e senza allarmismi
FERRARA. Sono giorni di trepidazione e impegno per tutti e sono momenti particolarmente frenetici per il sindaco di Ferrara, che in queste ore deve gestire al meglio l’ordinanza regionale e ministeriale restrittiva, messa in campo per arginare il contagio del coronavirus in Emilia Romagna.
Alan Fabbri fa il punto della situazione, elencando i primi effetti che queste misure hanno portato e porteranno alla comunità locale e all’ente che rappresenta, facendo anche un parallelo con un’altra drammatica situazione, quella del sisma del 2012, dove allora ricopriva l’incarico di sindaco di Bondeno.
«Ordinanza giusta»
«In questa fase – dice il sindaco - siamo impegnati a fornire delucidazioni corrette all’ordinanza regionale. Un’ordinanza giusta e doverosa, fatta con molta serietà dal presidente Stefano Bonaccini e dal sottosegretario alla presidenza Davide Baruffi, che ringrazio. Bisogna agire senza sottovalutare lo stato di crisi, ma al tempo stesso senza creare allarmismi».
La durata
Per Fabbri la durata dell’emergenza e dell’applicazione dell’ordinanza potrebbe andare oltre il 1º marzo.
«Dico questo in maniera realistica – dichiara Fabbri – guardando anche il decorso che lo stato di crisi sta avendo. Si impongono riflessioni che vanno dal sistema economico a quello sociale, sarà una cosa lunga e dobbiamo essere pronti e coesi su questo fronte. Ringrazio anche le opposizioni che ho incontrato per illustrare la situazione in questo momento per il loro senso di responsabilità. È chiaro che tutto questo porterà anche a delle conseguenze economiche per il Comune».
Rette asili azzerate
Uno dei primi provvedimenti che prenderà il Comune di Ferrara sarà quello di non richiedere il pagamento delle rette delle scuole d’infanzia comunali.
«I genitori dei bambini iscritti ai nidi e alla materne del Comune – dice Fabbri – non pagheranno per i giorni di chiusura della scuola dell’infanzia. Alla fine faremo i calcoli».
Musei e Teatri
«Altri consistenti mancati introiti – afferma ancora il sindaco – arriveranno dalla chiusura dei musei civici ferraresi, del teatro, delle fiere. È un danno economico che ancora non siamo in grado di calcolare e prevedere, tutto dipende anche dalla durata dello stop forzato che potrebbe prolungarsi. Il conto sarà salato».
Aiuti dallo stato
In virtù di questa situazione il Comune sta già pensando di chiedere aiuti a Stato e Regione per affrontare questa vicenda.
«La situazione – sostiene Fabbri – è di emergenza e come è successo per il terremoto chiederemo aiuti allo Stato e Regione per venire incontro a queste perdite economiche. In più c’è da considerare che il perimetro di crisi in questa circostanza è ben più esteso di quello del terremoto dell’Emilia di otto anni fa, perché l’emergenza del coronavirus coinvolge pienamente in pratica tutto il nord Italia. Per questo sia alla Regione che allo Stato verranno chiesti contributi per far fronte per questi mancati introiti economici per l’amministrazione».
Il fondo
«Insieme ai soggetti interessati prepareremo una serie di questioni e di proposte da portare, nel momento opportuno, ai tavoli istituzionali di Governo e Regione per chiedere e ottenere un supporto adeguato all’impatto economico che questa emergenza sta comportando – aggiunge Fabbri- Siamo certi che l’azione dei territori, soprattutto se condivisa, sarà utile a ottenere risposte positive dalle istituzioni preposte per la creazione di un fondo accessibile e utilizzabile dalle attività economiche danneggiate dalla situazione».
«No all’allarmismo»
Un messaggio che il sindaco vuole lanciare alla popolazione ferrarese è quello di aver fiducia nelle autorità sanitarie che stanno operando per il meglio.
«Sono in contatto continuo – precisa Fabbri – con le autorità sanitarie provinciale e regionali per seguire costantemente l’evolversi della situazione in merito all’emergenza contagio da coronavirus. Quello che mi sento di dire è di evitare un allarmismo ingiustificato, non bisogna infatti giocare sulla paura della gente e sono perfettamente d’accordo sia con il presidente Bonaccini che con l’assessore regionale Venturi, di punire con querele e denunce chi diffonde false notizie che creano preoccupazione e panico nella gente. La vicenda è molto serie e si sta facendo tutto il possibile per arginarla e superarla. Questa ordinanza a mio avviso va proprio in questa direzione e invito i cittadini ad osservarla con scrupolo».
Responsabilità
In questa situazione il sindaco Fabbri lancia anche un appello alla responsabilità civica. «Stiamo vivendo – dichiara – un’altra situazione di crisi e incertezza e ci fa tornare indietro con la memoria ai tragici mesi del terremoto del 2012. Allora l’abbiamo affrontata con grande impegno e forza d’animo e sono sicuro che anche in questa circostanza saremo in grado di superare pure questa calamità. Una esperienza che può servire anche in questi momenti di incertezza». –
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