Le associazioni scalpitano: servono aiuti immediati
Ieri il tavolo ferrarese con le organizzazioni delle imprese e i sindacati Benatti (Cna): ma non sospendete le tasse per poi richiederle come per il sisma
Chieste misure economiche e finanziarie a favore di imprese e lavoratori per far fronte ai danni che l’effetto Coronavirus sta producendo anche nel nostro territorio, che non rientra in “zona rossa” ma che per prossimità è vittima di un danno indiretto che non può essere sottovalutato.
È quanto emerso ieri in Comune al tavolo di confronto fra le Associazioni di categoria e il sindaco Alan Fabbri, che si farà ora portavoce in Regione di tutte le istanze. E ciò che maggiormente preoccupa è l’onda lunga del fenomeno, la possibilità che l’ordinanza, come ha paventato lo stesso sindaco, sia destinata a prorogarsi oltre il primo marzo. Se ciò accadesse, dicono le associazioni di categoria, «non basteranno gli ammortizzatori sociali ma serviranno anche misure straordinarie», specie per il settore alberghiero e turistico in generale. Ci si prepara intanto a coinvolgere le banche locali in un piano di aiuti per il territorio, con la Camera di Commercio che si è subito resa disponibile all’invio delle lettere. «Questo è un terremoto economico e bisogna mettere in campo – diceva il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni – aiuti al sistema. Un tema importante è la condivisione, la necessità di un impegno comune, perché c’è preoccupazione e io stesso sono stato contattato da tanti imprenditori che non sapevano se potevano rimanere aperti... le comunicazioni devono essere precise e ognuno di noi deve cercare di formare un clima favorevole per non rischiare una crisi economica lunga». Che secondo alcuni rappresentanti delle associazioni di categorie sarebbe aggravata da una rappresentazione, da parte della stampa, della situazione Coronavirus «più grave di quanto non sia realmente», «e intanto gli incassi delle imprese crollano, diversamente dai costi», considerava il direttore generale di Ascom Davide Urban .
disdette a gogo
Situazione confermata anche da Matteo Musacci (Fipe)che, in quanto gestore di supermercati, raccontava della difficoltà di reperire i disinfettanti che nemmeno i fornitori riusciranno a far arrivare a breve, e «come Fipe» raccontava della grande preoccupazione del settore della ristorazione fra disdette e presenze in diminuzione anche nei bar: «il danno c’è già e dobbiamo considerare che noi non facciamo parte della zona rossa». Situazione confermata anche da Federalberghi, che chiedeva misure sui mutui «nonostante – diceva Zeno Govoni – pare non ci siano risorse a sufficienza»; la maggior parte sarebbero indirizzate alle zone rosse. «ma evitiamo di sospendere i tributi – si raccomandava il direttore Cna Diego Benatti – e poi di richiederli tutti in una volta, come era già stato fatto al tempo del terremoto».
Anche Lega Coop ha chiesto a Fabbri di spingere per ottenere misure straordinarie, visto «che probabilmente gli ammortizzatori sociali non basteranno e ci sono diverse coop che gestiscono per esempio palestre e sono in difficoltà per i cali di iscrizioni e presenze. Così come potrebbero risentire della situazione le coop che gestiscono gli eventi». E mentre i sindacati hanno insistito sulla necessità di coordinazione, la Coldiretti chiedeva provvedimenti per gli agriturismi, in crisi come il settore alberghiero, e Confagricoltura paventava anche una possibile contrazione delle esportazioni specie nel comparto ortofrutticolo. —
Giovanna Corrieri
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