Nail artist abusiva Non era estetista e non pagava le tasse
Da tre anni pubblicizzava su Instagram e Facebook la sua attività di ricostruzione, decorazione e applicazione delle unghie artificiali. Ma era del tutto sconosciuta al fisco e in più non aveva mai conseguito il diploma professionale da estetista e non era iscritta all’albo camerale delle imprese artigiane. È stata proprio la sua visibilità social a tradire la nail artist abusiva che ora, dopo essere stata scoperta dalla Guardia di Finanza, dovrà rispondere di redditi non dichiarati per decine di migliaia di euro, ed è stata inoltre segnalata alla Camera di Commercio e agli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni per l’esercizio delle attività commerciali. Il “business” messo in piedi dalla donna andava avanti già da tre anni, nella sua abitazione. A casa i Finanzieri hanno trovato un vero e proprio laboratorio attrezzato, dotato di tutto l’occorrente all’attività: un tavolo con aspiratore, fornetti e materiale di consumo, protesi di unghie, smalti e gel. L’operazione delle Fiamme Gialle si inserisce nella lotta ai fenomeni di sommerso d’azienda. —
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