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Asili privati in difficoltà: «Rimborsi non per tutti»

S.C.
Asili privati in difficoltà: «Rimborsi non per tutti»

I giorni di chiusura hanno comunque dei costi, dicono alla San Vincenzo, serve un aiuto. Il sindaco di Ferrara: richiesta congiunta a Regione e governo, il Comune pronto a contribuire 

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FERRARA. I bambini degli asili comunali avranno lo sconto Coronavirus, i loro amici che vanno dai privati dipende. Alcune scuole hanno già dichiarato di volerlo applicare, altre che non ce la fanno e sperano nell’intervento pubblico. Per non parlare di chi ha già pagato per intero la mensa e i contributi, i tempi pieni elementari ad esempio, che non sanno se saranno rimborsati o meno. Si procede in ordine sparso nelle scuole quando si parla dell’emergenza Coronavirus, della settimana di lezioni già persa e degli eventuali sviluppi. Tanto che ieri il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha provato a prendere la questione in mano, ipotizzando un sostegno comunale agli utenti delle scuole private.


L’annuncio di Ferrara, che è stato seguito dai principali Comuni della provincia, ha messo alle strette i responsabili degli asili privati. «Per una scuola paritaria è molto più complicato fare sconti rispetto al Comune - ragiona Alessandro Fiorini, responsabile del “polo” che comprende le scuole San Vincenzo e Sant’Antonio - Gli stipendi li dobbiamo comunque pagare e le rette sono calcolate per coprire i costi, con un margine veramente ridotto. Quindi in assenza di interventi pubblici non siamo in grado di garantire sconti per i giorni di non frequenza. La mensa? Viene pagata solo se effettivamente consumata».

Di orientamento diverso la coop Il Germoglio che gestisce otto scuole: «Lo sconto sulla retta mensile lo abbiamo già previsto (sarà attorno al 15%, ndr), anche se chiaramente questa situazione ci crea difficoltà perché le spese generali di gestione non diminuiscono con questa emergenza - è la spiegazione di Biagio Missanelli, responsabile della coop - Non so come potranno fare singole scuole, per le quali quest’incidenza è molto elevata».


La differenza tra pubblico e privato è netta, in questo campo, anche per eventuali ammortizzatori sociali da attivare, «non possiamo entrare nella gestione e nelle decisioni di nidi e materne privati» è la premessa del sindaco Fabbri. Detto questo, il primo cittadino si è detto disposto a «portare avanti insieme un’istanza forte a Regione e governo per ottenere un sostegno al settore. In attesa di una risposta, la mia proposta ai privati è di mettersi attorno ad un tavolo e verificare quali spazi ci siano a livello locale, nell’ambito del contributo annuale versato dal Comune». In sostanza, Fabbri dà disponibilità a tener conto, nella definizione del contributo, dello stop dell’attività da Coronavirus «a fronte di un comprovato calo degli introiti causato dai rimborsi delle rette». Erogazioni dirette a questa voce sono vietate per legge, ma i conti a fine anno saranno regolati tenendo appunto conto dell’emergenza. —

S.C.

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