Altre 12 persone sotto sorveglianza nel Ferrarese, ma nessun caso conclamato. Tornano le messe
Salgono a 115 gli "attenzionati" nella nostra provincia, per quattro sorveglianza conclusa. Raddoppiano invece i malati in tutta la Regione, passanti da 47 a 97 nelle ultime ventiquattro ore. L'assessore Venturi: abbiamo pigiato sull'acceleratore dei tamponi, eseguiti più di mille. Nessun nuovo focolaio".
FERRARA. Sale a 115 il numero di persone sotto sorveglianza nel Ferrarese perché potrebbero aver contratto il Coronavirus: o per precedenti contatti in zone a rischio, o perché manifestano sintomi potenzialmente compatibili con la patologia. Oggi, secondo l'ultimo bollettino emesso alle 17 dall'Asl, sono state prese in carico altre 12 persone: 8 si trovano in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, altre quattro sono in contatto telefonico con gli operatori Asl, ma senza la misura dell'isolamento. Sempre oggi, per altri quattro pazienti si è conclusa la sorveglianza. Sette i tamponi eseguiti oggi: due dal Dipartimento di Sanità Pubblica e cinque in ospedale, che si vanno a sommare ad altri due ancora "sospesi", per un totale di 9 ancora in attesa di risposta. Finora i tamponi eseguiti nel Ferrarese sono stati 38, e tutti, come sappiamo, hanno avuto esito negativo. Sul fronte dei ricoveri ospedalieri connessi a casi sospetti, oggi se ne contano due a Cona e tre al Delta di Lagosanto.Ma al momento non risultano casi di pazienti infettati dal virus nel territorio ferrarese.
In tutta la Regione Emilia Romagna, invece, la giornata di oggi ha fatto registrare un'impennata di pazienti risultati positivi al Covid-19, passati da 47 a 97, vale a dire 50 casi in più: 35 a Piacenza, 2 a Parma, 10 a Modena e 3 a Rimini. Dei 97 casi complessivi, ha spiegato nell'odierna diretta Facebook l'assessore uscente Sergio Venturi, 55 si stanno curando a casa loro e i restanti 42 sono ricoverati: 36 in reparti ordinari (per lo più Malattie Infettive) e 6 in Terapia Intensiva. Un'impennata, ha detto Venturi, che si spiega sostanzialmente con il fatto che "in questi giorni abbiamo pigiato molto sull'acceleratore dei tamponi, eseguendone mille, nei prossimi giorni mi aspetto un andamento in calo. Lo stesso Istituto superiore di sanità prescrive di non fare il tampone sui casi sospetti asintomatici, poiché il miglior sistema di contenimento dell'epidemia resta la quarantena".
Tutti i nuovi casi, ha sottolineato, sono riconducibili ai focolai esistenti, e "a oggi non ci sono ragioni di ritenere che ci sia un focolaio autonomi/autoctono in Emilia Romagna". Sull'andamento della malattia, infine, Venturi ha voluto rassicurare: "Come hanno testimoniato le persone guarite, nella maggior parte dei casi la patologia non porta a complicanze e si risolve con un po' di febbre. Non voglio banalizzare, ma l'andamento dei sintomi e della gravità clinica è confortante".
Tornano intanto le messe, senza obbligo di partecipazione per quelle festive. Il vescovo Gian Carlo Perego ha inoltre deciso che l'1 marzo potranno essere imposte le ceneri al termine delle celebrazioni eucaristiche. Sono consentite le messe feriali che non comportano un afflusso significativo di fedeli.
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