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L’Avis rassicura la cittadinanza «Chi viene a donare è sano»

Margherita Goberti
L’Avis rassicura la cittadinanza «Chi viene a donare è sano»

Il centro di raccolta di Corso Giovecca è sempre aperto E ieri dopo qualche giorno di rallentamento l’afflusso è ripreso 

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volontariato

Il centro di raccolta sangue di Corso Giovecca è regolarmente aperto: le donazioni all’Avis si effettuano come sempre. Questo secondo le direttive regionali. Purtroppo però, da quando è emerso il Corona virus, gli operatori del centro di Ferrara hanno riscontrato un calo delle donazioni che - sommato a quello che normalmente si presenta ad ogni inizio d’anno dovuto alle influenze - ha portato ad un meno 240 sacche di sangue rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso.

«Ora però si riscontra già un maggiore afflusso sia di prime donazioni che di giovani già donatori – ha osservato Florio Ghinelli direttore sanitario -; dopo un primo calo di donatori stiamo ritornando alla normalità. Chi viene a donare è sano ed il Corona virus non si trasmette per via ematica».

La sala d’aspetto del centro di via Giovecca ieri mattina era davvero affollata. «Io lavoro da Tosano – ha dichiarato Giulia Bellini 28 anni – e durante il mio giorno libero sono venuta a donare. La psicosi virus l’ho avvertita solo sabato quando il supermercato è stato letteralmente invaso da gente che ha fatto compere peggio che a Natale. Per la donazione non ho alcun problema, anzi adesso per mezz’ora mi rilasso un po’».

Anche Tommaso Berlosa, 28enne ingegnere informatico, ha donato il sangue senza difficoltà. Stessa cosa Andres Caicedo di origine colombiana di 24 anni che risiede e lavora a Ferrara ed ha mantenuto l’appuntamento che aveva per la donazione. Oumaima Zagour ha solo 22 anni e non è neppure alla prima donazione. «Anch’io sono venuta senza preoccupazioni ed anzi ho portato anche il mio fidanzato».

Ghinelli, già primario del reparto di malattie infettive del Sant’Anna, ha voluto inoltre precisare che la vaccinazione antinfluenzale suggerita all’inizio dell’inverno sarebbe stata comunque importante poiché avrebbe contrastato almeno alcuni virus che colpiscono l’apparato respiratorio.

«Più persone vaccinate e meno afflusso al pronto soccorso – ha aggiunto – ma ancora non c’è una mentalità in questo senso». —

Margherita Goberti

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