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Emergenza coronavirus a Ferrara
emergenza coronavirus

Pulizie straordinarie e mascherine alla stazione di Ferrara

La stazione di Ferrara ai tempi del Coronavirus
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La stazione di Ferrara ai tempi del Coronavirus

Impiegati e agenti Polfer dotati di kit igienizzanti per gestire eventuali emergenze. Senza studenti e con meno turisti viaggiatori in forte calo. Il bar: vendite dimezzate

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FERRARA. In tempi di Coronavirus la stazione ferroviaria di Ferrara appare un po’ più desolata, e i pochi frequentatori sono tutti dotati dell’immancabile mascherina. C’è anche chi si spalma le mani con un po’ di amuchina e ne raccomanda l’utilizzo al compagno di viaggio e chi usa il gomito “vestito” per aprire le porte, nonostante gli addetti alle pulizie assicurino di aver messo in campo misure straordinarie di pulizia, con l’utilizzo di prodotti più efficaci.

L’ordinanza regionale ha stabilito per questa settimana la chiusura di scuole e università, che in stazione significa anche meno corse di autobus, che ha reciso il consueto viavai mattutino con la sospensione della linea 15 per la Fiera e delle “corse scolastiche” come la 390 verso gli istituti, ma sullo stato delle cose paiono pesare anche alcune richieste di rimborso del biglietto dettate dalla paura.
Pare infatti che gran parte di coloro che avevano un viaggio in programma, e non necessariamente verso le attuali “zone rosse”, l’abbia annullato: «si è registrato un calo di presenze – riferiscono dalla postazione di Italo in stazione – specie di famiglie con bambini, e tante sono le domande di rimborso di chi ha deciso di rimandare il viaggio per paura, vista la situazione». Una categoria alla ricerca di biglietti è invece quella degli studenti Unife ma originari del sud «che ora cercano di tornare a casa».
E a fare le spese della desolazione in stazione sono anche le attività che là gravitano: «ho registrato un 60% in meno di vendite, specie per quanto riguarda la biglietteria – raccontava l’edicolante – e un 40% in meno di vendita dei giornali. Un mio collega di Mantova l’altro giorno ha venduto 1 giornale, 1 pacchetto di caramelle e 1 bibita – continuava mostrando il messaggio a testimonianza – e so che qualcuno ha proprio chiuso, anche perché ogni volta che si alza la saracinesca ci sono spese nella quali questa situazione non permette di rientrare. Sembra Ferragosto, e anche peggio visto che non ci sono turisti. Gli ultimi li ho visti lunedì».

Intanto mai come in questi giorni forse la stazione è tirata a lucido: «stiamo utilizzando prodotti più aggressivi del solito (amuchina, alcol, disinfettanti potenti) per la pulizia straordinaria delle maniglie di tutte le porte, e lo stesso negli uffici del personale e della Polizia». Igienizzanti a gogo, tanto che qualcuno, scherzando, proponeva di utilizzarle proprio per difendersi proprio da questi prodotti. Di cui comunque tutti sono dotati in caso di evenienza: kit di emergenza per eventuali emergenze, nel rispetto delle direttive.

Anche fra i banchi di Trenitalia appaiono flaconi di amuchina, più frequenti delle cose agli sportelli per fare i biglietti: «il grosso manca per via delle chiusure scolastiche – confermano da Trenitalia – e poi bisogna considerare che diverse aziende hanno organizzato per i loro dipendenti programmi di lavoro online». Risultato poca gente, diceva anche il tabaccaio: «troppo allarmismo – faceva notare – potrebbe generare un’onda lunga del fenomeno. Ma bisogna guardare i dati, la realtà: le vittime sono persone anziane, e tante persone guariscono. Altrimenti la gente qua cala, e Ferrara è una città che vive di turismo e di studenti, che ora sono completamente assenti». —

Giovanna Corrieri
 

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