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Slitta ancora il maxi cantiere di Unife Chiesti chiarimenti per il polo Savonarola

Gian Pietro Zerbini
Slitta ancora il maxi cantiere di Unife Chiesti chiarimenti per il polo Savonarola

Un investimento di 44 milioni per il restauro dei palazzi Renata di Francia, Strozzi, Tassoni-Mirogli e Gulinelli

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Un nuovo ostacolo da superare prima del definitivo via libera dei cantieri. In questi giorni, dall’esilio di via Ariosto, si aspettava il sospirato disco verde per iniziare il complesso lavoro di restauro dei palazzi dell’Università di Ferrara in via Savonarola.

Disco giallo

Invece si è acceso il giallo, che lascia intravedere una ulteriore dilazione dei tempi, il tutto a quasi otto anni dal terremoto del 2012. In pratica la commissione della Regione che deve esaminare il progetto esecutivo presentato da Unife lo scorso anno, vuole vederci chiaro su alcuni punti ed ha chiesto un incontro formale ai tecnici dell’università ferrarese per chiarire alcuni aspetti. Per questo è prevista la convocazione di un incontro dove verranno chiariti alcuni aspetti.

Intervento record

È in assoluto l’intervento di risanamento post terremoto più complesso e costoso dell’intero cratere del sisma 2012. La ricostruzione del rettorato e del polo universitario di via Savonarola, con i suoi 44 milioni di euro, rappresenta un lavoro che richiederà quindi ancora tempo e pazienza. Visto l’importo è comprensibile lo scrupolo e la cautela degli organi preposti della Regione che devono valutare il progetto, ma con questa ulteriore dilazione il cantiere rischia di non partire entro l’anno.

«Il progetto preliminare era stato presentato in Regione a giugno 2015 - dichiara Giuseppe Galvan, direttore amministrativo di Unife - e ci è stato restituito con la richiesta di integrazioni che abbiamo presentato a settembre. Poi ci sono stati ostacoli per la presentazione del progetto definitivo, in quanto l’Università a differenza degli enti pubblici come Comune e Provincia, è considerato una istituzione parastatale ed in pratica è come se fossimo un soggetto privato, per cui la procedura è stato molto più lunga ed onerosa. La consegna del progetto esecutivo è poi avvenuta nel 2019. Ora attendiamo di fornire i chiarimenti alla Regione per poter finalmente sbloccare questo maxi cantiere».

Il progetto è composto da due lotti. Il primo prevede il restauro di Palazzo Renata di Francia (che ospita il rettorato), Palazzo Strozzi (l’ex ospedale Ortolani acquistato dall’Università dalla Provincia) e Palazzo Tassoni Mirogli (dipartimento di Lettere). Si tratta di un unico lotto perché i tre palazzo sono collegati tra loro e si richiede un intervento di restauro complessivo. Cifra complessiva per sistemare l’intero primo lotto è di 37 milioni. Il secondo lotto prevede il restauro di palazzo Gulinelli (sempre in via Savonarola dall’altro lato della strada), che diventerà la biblioteca di Lettere, con altre aule scolastiche per un importo di 7 milioni.

«Sarà un lavoro complesso - prosegue Galvan - perché le scosse di terremoto hanno fatto molti danni, soprattutto al primo piano del rettorato con crepe evidenti che dovranno essere riprese. Essendo i tre palazzi collegati si procederà ad un intervento globale in modo da renderli agibili».

I restauri

Dopo la messa in sicurezza con gli interventi immediati del 2012 ora ci sono molte sale che presentano ancora rilevante ferite ai muri e nei soffitti lasciate da quelle lunghe e devastanti scosse di otto anni fa. Il progetto che per troppo tempo è rimasto imprigionato nelle pastoie burocratico facendo perdere tempo prezioso al progetto di rinascita delle polo universitario di via Savonarola, dovrà pazientare ancora. Infatti mentre Comune e Provincia hanno già avviato molti progetti e alcuni dei quali sono stati conclusi in maniera definitiva, l’Università di Ferrara in questo settore è ancora ai blocchi di partenza con quello che è il più grande progetto di recupero post terremoto dell’intero cratere del sisma emiliano.

L’auspicio è quello di accelerare ulteriormente l’iter per arrivare in tempi brevi all’appalto e successivamente la cantiere in modo da poter riconsegnare alla città dii Ferrara un polo universitario di valore, più bello e strutturalmente anche più resistente. —



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