Dimissioni per Fabbri Il Parco verso la nomina di un nuovo presidente
comacchio. Il mandato di Marco Fabbri a servizio dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità volge al termine e ha presentato le dimissioni da Presidente del Parco.
Un percorso iniziato il 15 settembre 2017 con un mandato di scopo e transitorio che avrebbe dovuto concludersi dopo 6/12 mesi con la creazione del Parco Interregionale del Delta del Po. E che invece dura ancora.
«Un ruolo che ho svolto gratuitamente provando, con enormi sforzi, a conciliarlo con quello di sindaco di Comacchio – sottolinea Fabbri –. Un incarico assunto con responsabilità, entusiasmo e credendo fortemente nella mission di poter contribuire fattivamente non soltanto alla creazione del Parco Unico, ma anche a una “rivoluzione” che tanti di noi sognavano da decenni e che avrebbe permesso quel “cambio di passo” tanto auspicato per il territorio del Delta del Po».
il percorso
Fabbri non vuole tracciare bilanci, ma si concentra su alcuni temi «salienti per il futuro e ancora oggi per me strategici».
In primo luogo «la gestione del bilancio, seppur ordinata e senza situazioni debitorie, è stata difficoltosa per via dei limitati trasferimenti regionali che hanno inciso in particolare modo sulla spesa corrente: infatti, pur essendo il Parco una sorta di ente di secondo livello, non ha entrate proprie e vive solo di trasferimenti regionali e dei soci (comuni e province). Il Parco ha bisogno per il futuro di maggiore programmazione nei flussi finanziari, e perché no, di entrate proprie».
E poi il tema più importante su cui ritorno: il Parco Unico. «Noi emiliano-romagnoli siamo arrivati a una proposta depositata agli atti e anche a una sintesi. La Regione Veneto con una risoluzione si è espressa con un sonoro e secco “No” ad ogni collaborazione o percorso di unificazione. Oggi però da consigliere regionale ho ancora di più la responsabilità e l’ambizione di sollecitare il mio Presidente e il futuro Assessore competente per riprendere quel tavolo». —
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