Ganzaroli, l’artista che sperimenta sempre
Maurizio Ganzaroli, artista eclettico e dal multiforme talento, non nasconde l’entusiasmo, mentre racconta i tanti progetti a cui sta lavorando: «parto ricordando il volume “Il canto della luna”, un “gothic punk”, che è stato recensito e particolarmente apprezzato dal maestro Pupi Avati che ho avuto modo di incontrare all’Apollo in occasione della presentazione del suo film Signor Diavolo».
Dopo dodici esposizioni consecutive a Venezia, Ganzaroli, in veste di direttore artistico in collaborazione con Giorgio Grasso, ha curato ogni spettacolo correlato alle varie mostre proponendo, da un lato, una sua performance personale con il gruppo “Arte-fatti” e, dall’altro, invitando artisti di grande talento.
A breve, verrà pubblicato il catalogo completo delle opere pittoriche, che sono state esposte, con successo, anche in città e, recentemente, presso il negozio Terza Arte, «dove sono stato invitato in qualità di critico d’arte». Insignito di più titoli da parte dell’Accademia di Santa Sara di Alessandria, Ganzaroli ha anche partecipato al Festival dei Cortometraggi di Roma dove ha proposto il video “An ordinary history of violence” , con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulla violenza contro le donne.
«Colgo l’occasione per ricordare che la video arte è nata proprio a Ferrara per poi diffondersi in tutto il mondo, tant’è che il Centro Video Arte era ospitato all’interno del Palazzo dei Diamanti», ha sottolineato, ancora, Ganzaroli.
A proposito di Palazzo dei Diamanti, lo si può definire per l’artista un luogo dell’anima: «mio papà era il custode e lì ho avuto modo di incontrare personalità importanti del mondo della cultura: è un posto magico, un laboratorio di idee che si è rivelato fondamentale per la mia formazione», ha continuato Ganzaroli. Molte apprezzate le mostre allestite in città: «ho visitato quella del maestro Farina che consiglio a tutti essendo davvero particolare nel suo genere poiché raccoglie stampe, bozzetti e litografie e tanto altro e quella su Previati» ha concluso Ganzaroli —.
Marina Cazzanti
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