Il Parco del Delta si tiene Valle Campo Via all’incremento di anguilla selvatica
L’ente ha deciso di non dare più il sito in gestione ai privati La direttrice: «Presi contatti anche con la Camargue»
LIDO DI SPINA. Valle Campo, dopo 11 anni di gestione affidata, tramite bando pubblico, all’associazione “Il posto più bello del mondo”, passa in carico diretto al Parco del Delta del Po e si avvia ad attuare un progetto sperimentale, per il rilancio della produzione dell’anguilla selvatica.
il cambio
Nel mese di agosto scorso è scaduta la convenzione legata alla precedente gestione ed il Comune, proprietario effettivo dell’intero complesso vallivo, è così rientrato in possesso di Valle Campo.
La restituzione effettiva della stazione di pesca risale a fine ottobre e, in accordo con il parco, l’amministrazione lagunare ha predisposto una proposta di delibera, approvata dal comitato esecutivo del Parco stesso, inserendo anche Valle Campo nel piano di gestione delle valli. Ora tutto il patrimonio vallivo comunale è quindi affidato all’Ente di gestione per il parchi e le biodiversità Delta del Po.
la sperimentazione
«Nel piano triennale delle performance, approvato il 31 gennaio scorso – annuncia la direttrice del Parco del Delta, Maria Pia Pagliarusco –, abbiamo inserito un obiettivo progettuale di sperimentazione a Valle Campo della semina di novellame selvatico di anguilla, per incrementare la produzione di anguille nel comprensorio della valli di Comacchio. Abbiamo in mano la gestione del sito dal 20 novembre scorso e già abbiamo effettuato un paio di pescate di anguille, destinate alla vendita straordinaria alla popolazione». Una volta ottenuta la gestione diretta dell’oasi, calata all’interno della zona umida salmastra più estesa di tutta la regione Emilia Romagna e tra le più ampie ed importanti d’Europa, quale è, per l’appunto, il comprensorio delle valli di Comacchio, il Parco del Delta ha incaricato un tecnico esterno, l’ing. Luca Martini di Cervia, selezionato attraverso apposito bando, di effettuare un sopralluogo. In qualità di responsabile del Servizio prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro, figura obbligatoria per legge, Martini nelle scorse settimane ha stilato una lista di interventi necessari per la messa in sicurezza di Valle Campo.
cosa c’è da fare
«Sino al 31 marzo – prosegue Maria Pia Pagliarusco –, vige il fermo pesca dell’anguilla nelle valli di Comacchio e quindi, in questo periodo, ci adopereremo per realizzare gli interventi di messa in sicurezza rilevati a seguito del sopralluogo del tecnico incaricato. Poi partirà la sperimentazione per l’incremento dell’anguilla selvatica a Valle Campo. Il progetto è annuale, ma in base ai frutti che ne deriveranno, si valuterà se riproporlo anche per i prossimi anni».
Ma non è tutto, perché Valle Campo, punto di riferimento privilegiato, insieme a Stazione Foce e alla salina, delle rotte escursionistiche degli appassionati di turismo esperienziale, si avvia ad una stagione ricca di novità, in nome della valorizzazione ambientale e turistica. «Abbiamo preso i primo contatti con il Parco naturale regionale della Camargue, in prospettiva dell’eventuale acquisto di anguille cieche certificate. Stiamo valutando di avviare una futura collaborazione con il Parco della Camargue per le affinità che presenta con il nostro Parco». —
Katia Romagnoli
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