Riconosciuto ai sanitari il lavoro aggiuntivo
Il lavoro extra fornito dal personale sanitario per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sarà considerato prestazione aggiuntiva, e i dipendenti del servizio sanitario potranno usufruire di permessi straordinari per conciliari i tempi di vita e lavoro se sarà prorogata la chiusura delle scuole. È quanto è stato concordato all’incontro di ieri tra l’assessore regionale Venturi, il direttore generale Petropulacos e i sindacati confederali della Funzione pubblica. Tra le questioni poste, anche le indicazioni per ridurre i rischi in caso di interventi non rinviabili su pazienti provenienti da fuori regione, l’eventuale riscossione dei ticket in caso di mancata disdetta durante il periodo in cui l’ordinanza resta in vigore, e la gestione delle sale di attesa; la regione si è impegnata a trasmettere schemi per un corretto approccio. —
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