Attività scolastica sospesa fino all'8 marzo, spiragli per i luoghi di cultura
La didattica potrà essere svolta a distanza. Crescono i casi d'infezione accertati: 217 in Emilia Romagna, primi due a Bologna, e altri due decessi. Ferrara e Forlì-Cesena le uniche province non colpite
FERRARA. Attività scolastica sospesa fino all'8 marzo, ma non più scuole chiuse. E' questa la novità più rilevante, almeno per allievi, studenti e famiglie, assunta ieri dal Governo, sentite le Regioni: i provvedimenti riguardano Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, le tre più colpite dalla diffusione del coronavirus. Il passaggio da chiusura a sospensione è decisivo: questo consente lo svolgimento di lezioni a distanza, ossia su piattaforme web o, più semplicemente, comunicando a studenti e famiglie tramite il registro elettronico e/o le chat WhatsApp per l'assegnazione di compiti da svolgere a casa, scelta che ciascun istituto potrà fare in piena autonomia.
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Parte da questo il decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) atteso in serata e che, nel punto stampa delle 18, è stato anticipato dall'assessore regionale Raffaele Donini. Che, prima di addentrarsi nelle linee preannunciate o attese, ha fatto il punto sulla diffusione del coronavirus nella nostra regione.
I DATI
Sono in totale 1.550 i tamponi sin qui eseguiti a livello regionale: 217 sono risultati positivi, 28 in più rispetto alla mattina di oggi. Il sostanziale rallentamento è dovuto alle nuove linee stabilite a livello ministeriale, ossia l'effettuazione di tamponi solo in casi sintomatici. Dei casi accertati, 116 sono in isolamento nella propria abitazione, i restanti 101 sono ospedalizzati.
La distribuzione per provincia è la seguente: 138 a Piacenza, 35 a Parma, 22 a Modena, 15 a Rimini, 4 a Reggio Emilia, 2 a Bologna (i primi emersi oggi nel capoluogo regionale), 1 a Ravenna. Restano immuni da contagio, quindi, le sole province di Ferrara e Forlì-Cesena.
Salgono a 4 i decessi: oggi se ne sono verificati 2, per la precisione 1 a Piacenza (un uomo di 82 anni) e 1 a parma (una donna di 81 anni).
APERTI O CHIUSI?
Detto della sospensione dei servizi educativi per l'infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado, delle Università (anche della terza età e forme similari) fino all'8 marzo (almeno per ora, si deciderà di settimana in settimana se prolungare o meno e in quali forme i provvedimenti), restano sospesi fino alla stessa data gli eventi sportivi, salvo che non si svolgano a porte chiuse, le manifestazioni organizzate non ordinarie (fiere, ecc.), i luoghi della cultura e di ritrovo (cinema, teatri, discoteche): «Abbiamo chiesto al governo - spiega l'assessore Donini - un indice quantitavo, in modo che i gestori possano eventualmente tenere aperto; il governo si è riservato un approfondimento scientifico, riserva che dovrebbe sciogliersi nel testo del Dpcm».
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In particolare, per musei, archivi e biblioteche potrebbe essere definita la distanza di sicurezza necessaria fra persone per evitare il contagio, così come avviene per gli esercizi commerciali.
SOSTEGNO ECONOMICO
Le tre regioni più colpite, quindi anche l'Emilia-Romagna, hanno poi chiesto al governo un sostegno economico che vada oltre i confini delle zone rosse e sia rivolto a lavoratori, famiglie e imprese. In questo senso, il presidente Stefano Bonaccini mercoledì sarà a Roma a sollecitare, in particolare, l'azzeramento dei contatori per poter passare dalla cassa integrazione straordinaria a quella ordinaria, lo sblocco dei fondi Inps per la cassa integrazione in deroga, misure di facilitazione per l'accesso al credito, sostegno ai settori turismo, commercio, cultuira e servizi, i più colpiti dalla crisi innescata dal coronavirus. —
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