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La Regione invoca fondi e cassa integrazione extra

La Regione invoca fondi e cassa integrazione extra

Bonaccini ha scritto a Conte: servono misure urgenti per rianimare l’economia Chiesta una deroga anche all’Unione Europea per sforare il Patto di stabilità

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La Regione Emilia Romagna chiede al governo misure urgenti per fronteggiare le conseguenze economiche legate all’emergenza Coronavirus. A cominciare da risorse per tutti i territori colpiti, non solo per le sole zone rosse. Fondamentali poi gli ammortizzatori sociali: la richiesta veicolata dal presidente Stefano Bonaccini è di azzerare i “contatori” per far ripartire la cassa integrazione e lo sblocco immediato dei fondi che Regioni e Inps prevedono per la cassa in deroga, così da fornire immediata capacità di manovra nei territori.

La Regione chiede anche di assicurare liquidità alle imprese per superare lo stallo di questi giorni, e un sostegno a partire dai settori più colpiti: turismo, commercio, cultura e servizi. «Occorre definire subito gli strumenti normativi e le risorse finanziarie necessarie a contrastare l’impatto dell’emergenza sul sistema delle imprese e sull’occupazione, per tutelare produzioni e lavoro» ha spiegato ieri il governatore, nelle pieghe della giornata d’insediamento del Consiglio regionale e del vertice con i sindaci.

Bonaccini ha ricordato di aver mandato una lettera al premier Conte a nome dei presidenti delle Regioni, «fra pochi giorni ci vedremo. Abbiamo chiesto misure urgenti: l’estensione degli ammortizzatori sociali, il rinvio dei mutui, l’accesso al credito. E bisogna sforare il Patto di stabilità».

Il presidente della Regione si rivolge anche alla Ue: «Va chiesta una mano, perché se si ferma la parte più produttiva di questo Paese è un problema serio anche per l’Europa».

Intanto le associazioni imprenditoriale stanno premendo per un allentamento delle maglie dell’ordinanza che blocca gran parte delle attività in tutta la regione. Confesercenti chiede, oltre ad ammortizzatori speciali, anche «la riduzione dell’orario di lavoro per tutte le imprese non coperte» appunto da cassa integrazione. Nel caso di proroga delle disposizioni dell’ordinanza, ha detto il presidente regionale Dario Domenichini, «si potrebbe valutare la possibilità di togliere dal divieto lo svolgimento dei meeting aziendali che prevedano la partecipazione di un massimo di 50 persone e lo svolgimento dei piccoli spettacoli e concerti d’intrattenimento nei pubblici esercizi senza aggregazioni elevate. Da verificare anche la possibile riapertura dei musei con modalità ad hoc per garantire e tutelare dipendenti e visitatori e dare fiato all’economia turistica».

Dal punto di vista operativo, gli esercenti chiedono la sospensione dei versamenti tributari e contributivi e degli adempimenti tributari, la proroga della scadenza delle rate relative alla riscossione da parte dell’Agenzia delle entrate, la proroga dei tempi per la presentazione dei ricorsi in materia fiscale. Fondamentale anche la moratoria-sospensione dei mutui bancari. —

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