Riaperture, decisione affidata alla scienza: verso la didattica a distanza
Oggi le linee guida per le scuole e la cultura. La prospettiva di scelte omogenee tra Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Fontana spinge per lo stop all’istruzione
FERRARA. La decisione sulla riapertura delle scuole e delle attività culturali in Emilia Romagna è slittata ad oggi in attesa di un parere scientifico e con la prospettiva di renderla per quanto possibile coordinata con le altre Regioni più colpite dall’emergenza Coronavirus.
«Dobbiamo continuare a proteggere la popolazione ma vogliamo dare anche il segno che si possa ripartire piano piano tornando alla normalità», ha dichiarato ieri sera il neo-assessore alle Politiche per la Salute Raffaele Donini, che ha preso in mano il testimone dall’ex collega Sergio Venturi nel giorno di insediamento della nuova giunta regionale.
Una posizione già emersa un paio d’ore prima durante l’incontro convocato a Bologna dal presidente Stefano Bonaccini con i sindaci dei capoluoghi e i presidenti di Provincia dell’Emilia Romagna. Il governatore ha annunciato di essere rimasto in contatto con Lombardia e Veneto e col ministro Roberto Speranza, che ha riunito ieri una commissione scientifica per stabilire le linee guida rispetto alle scelte che saranno assunte oggi dagli organismi delle Regioni. Scelte che l’Emilia Romagna auspica «siano il più possibile omogenee e uniformi».
I dettagli
«Siamo sensibili alle richieste di allentare un po’ le precauzioni sui contenitori culturali, ma anche in questo caso deve parlare la scienza», ha precisato Donini. Sulle scuole, ha aggiunto, «attendiamo per domani (oggi, ndr) una determinazione del governo sulla base di una discussione in corso con la più avanzata espressione della comunità scientifica e medica, e a quelle determinazioni, da un lato, ci atterremo. Dall’altro cercheremo di valutare assieme alle altre Regioni i provvedimenti che siano i più uniforni possibile. Deve parlare la scienza, questa è la cosa principale».
Un orientamento che lascia, par di capire, un pertugio presumibilmente un po’ più ampio alla possibilità che le attività culturali (mostre, musei, cinema, teatri, attività legate al turismo) possano tornare ad accogliere presto il pubblico. Un passo che, sempre stando alle parole del neo-assessore, sembrerebbe più complicato da compiere per l’attività scolastica.
Proprio le diverse posizioni espresse da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna rispetto alle ordinanze in scadenza, che hanno imposto fino all’1 marzo, nelle tre regioni, la chiusura delle aule scolastiche di ogni ordine e grado (Veneto intenzionato a riaprirle, Lombardia favorevole a reiterare l’atto per una settimana, l’Emilia Romagna in attesa di indicazioni da parte del governo) ha probabilmente convinto Speranza a investire la comunità scientifica di un parere che potrebbe contribuire a intraprendere una scelta univoca.
Bonaccini ha annunciato che da oggi si insedierà l’Unità di crisi regionale sul Covid-19 «che agirà in continuità con il sistema di governance dell’emergenza adottato fino ad oggi, per prendere su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna le decisioni necessarie ed uniformi per affrontare la crisi Coronavirus».
Bonaccini ha annunciato anche una denuncia contro gli autori della falsa notizia che annunciava ieri pomeriggio la chiusura delle scuole in regione per un’altra settimana «nella speranza che vengano individuati e puniti così come prevede la legge».
DECISIONE E SENSAZIONI
In ogni caso, la decisione è annunciata per oggi pomeriggio, al termine del nuovo vertice fra Regione, Province e Comuni capoluogo. La sensazione più diffusa è che si vada a un aggiustamento anche per la didattica: non più scuole e università chiuse, ma sospensione della diattica in aula, come dire che, attraverso vari strumenti, gli studenti potranno riprendere le lezioni a distanza. Non a caso, Unife si sta attrezzando per impartire lezioni via web, così come attraverso chat e registro elettronico studenti e alunni degli ordini scolastici inferiori potrebbero essere istruiti dagli insegnanti: qui si tratterebbe più di assegnazione di compiti da svolgere a casa. Il tutto implicherebbe la riapertura degli istituti scolastici a docenti e personale Ata. Il tutto per l'intera prossima settimana. —
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