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l’appello 

Vademecum Ascom contro la crisi «Un caffè ci salverà»

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Dieci punti per riaffermare la voglia di vivere la città, per sostenere le attività di vicinato: dal fare acquisti in centro a prendersi un caffè o un gelato, all’andare in edicola per comprarsi il quotidiano. Il vademecum Ascom suona come un appello alle istituzioni, per dare attenzione al mondo del terziario che rischia i contraccolpi più duri dall’effetto della diffusione del Coronavirus e delle sue contromisure.

«C’è voglia di normalità – ribadisce il presidente provinciale Giulio Felloni, –. Accanto a me i rappresentanti del settori del terziario (commercio, turismo, servizi) che vogliono lanciare un messaggio positivo. Siamo qui insieme e lavoriamo per la nostra città allo scopo di ritornare alla normalità quanto prima. Questo decalogo rappresenta un modo per ricordare una serie di comportamenti normali quanto concreti per sostenere le aziende e guardare con fiducia al futuro».

«Dobbiamo fare sistema tutti insieme – aggiunge Zeno Govoni presidente di Federalberghi –. Gli albergatori sono i primi a subire l’onda delle difficoltà. Dobbiamo puntare alla riapertura quanto prima di musei e teatri con date certe». Dal ricettivo si passa alla ristorazione, dove interviene Matteo Musacci, presidente provinciale di Fipe: «Una cosa è ben chiara: sarà la socialità, il puntare sulle relazioni e i suoi riti sociali (il ristorante, l’aperitivo, il caffè al bar) a salvarci». Il momento difficile tocca anche il pubblico spettacolo: “È incomprensibile la chiusura dei cinema – ricorda Simona Salustro imprenditrice del settore – Stiamo lavorando per arrivare quanto prima alla riapertura delle sale, dei teatri, e dei musei».

«Il nostro è un appello per supportare le microimprese. Confcommercio lo sta portando con forza a tutti i tavoli istituzionali», conclude il direttore generale di Ascom Davide Urban. —

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