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E il teatro riaprì in anticipo Le nozze di Filippo e Veronica

A.M.
E il teatro riaprì in anticipo Le nozze di Filippo e Veronica

Cerimonia al Ridotto del teatro solo con parenti stretti e testimoni «L’ordinanza non c’entra, ci piace così: un rito per pochi intimi» 

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la storia

Gli sposi, i parenti stretti e i testimoni. A Veronica e Filippo non serviva altro per dirsi di sì, con o senza il Coronavirus. Ieri, al Ridotto del teatro Comunale, due giovani si sono uniti in matrimonio; una coppia che faceva parte del “contingente” capitato nel bel mezzo delle restrizioni disposte per contenere il contagio, e che prevedono anche una drastica stretta sul numero degli invitati. Misure accolte con malumore e delusione da molti promessi sposi, ma non da Filippo e Veronica.

«Avevamo già deciso da tempo per una cerimonia riservata solo a pochi intimi - spiega Filippo mentre, di fronte all’assessore Kusiak incaricata di celebrare le nozze, sta aspettando l’arrivo della sposa - Quindi l’ordinanza non ha cambiato nulla, tutto si sta svolgendo come avevamo programmato». Niente ha turbato la felicità degli sposi, che hanno visto realizzato anche il desiderio di tenere la cerimonia al Ridotto del teatro Comunale. «Temevamo che la chiusura dei teatri potesse costituire un problema, ma tutto è andato per il meglio», conclude lo sposo accogliendo con un abbraccio la ormai imminente suocera.

Per altre coppie, però, l’ordinanza è stato un boccone amaro da digerire, al punto da indurre il Comune a mettere per iscritto le disposizioni cautelari, per frenare sul nascere proteste e obiezioni, comunque comprensibili, degli sposi più ribelli. —

A.M.

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