«Mi riposo fino all’autunno Poi chissa?»
«Una persona che di colpo dal 1975, venisse proiettato al giorno d’oggi, non riconoscerebbe più il cinema. È cambiato tutto». Gabriele Caveduri si volta indietro e commenta così i suoi 45 anni di carriera. «Allora la sala cinematografica era l’unico posto al mondo eccetto il film sul primo canale della Rai al lunedì dove si vedeva il cinema, adesso è il posto del mondo dove si vedono meno film, c’è stato un cambio radicale e io non mi sono mai adattato a questa nuova fase. Il cinema deve superare questo scoglio, togliersi questa palla al piede e tornare ad essere il posto dove si vede di tutto». «In futuro? Sicuramente adesso mi prendo una pausa, ho qualche idea in mente ma non prima dell’autunno. Il podio dei film più belli che ho visto? “Luci della città”, “L’ultimo spettacolo” e “Il mucchio selvaggio”».
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