Prepariamoci al futuro
Un’altra settimana senza scuola è una travagliata complicazione per le famiglie: salti mortali per sistemare i più piccoli, con il coinvolgimento di parenti e amici quando sono disponibili e la necessità di riprogrammare impegni su impegni. Rinunciano anche al lavoro, le mamme e i papà che possono permetterselo o hanno la sventura di non potersi permettere alternative. Le baby sitter libere scarseggiano e costano: dieci euro all’ora a volerle mettere in regola con la formula più flessibile e conveniente tra quelle proposte dall’Inps, otto netti. C’è chi sceglie di stare a casa in ferie, e tanti saluti all’estate.
Complicazione travagliata. Ma l’indicazione è arrivata da un tavolo di scienza come unica strategia possibile per rallentare la diffusione del virus: ci fidiamo, con la consolazione che serva a non vanificare gli sforzi già compiuti. Scuole ancora chiuse, ma con una diversa formulazione, quella della sospensione delle lezioni che permette alle scuole di attivare la didattica a distanza. Ma su questo fronte siamo troppo deboli. Noi che nelle emergenze sappiamo tirar fuori dal cilindro il meglio, professionalità e soluzioni inaspettate, noi che siamo connessi a ciclo continuo, pure scopriamo di essere sguarniti di piattaforme e procedure. E per paradosso sono proprio le scuole dell’obbligo ad evidenziare i limiti maggiori; incongruenza che era prevedibile, non giustificabile.
Quest’emergenza passerà, la supereremo. L’auspicio è che l’esperienza di questi giorni maturi in impegno ad investire sulla didattica a distanza. Che la prossima esigenza, collettiva o individuale (quanti scolari o studenti sono costretti a lunghi periodi lontano dalla classe?) ci trovi pronti. Prepariamoci al futuro.
Buona domenica. –
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