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Emergenza coronavirus a Ferrara
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Prove tecniche di teledidattica, le scuole ferraresi al test digitale

Giovanna Corrieri
Prove tecniche di teledidattica, le scuole ferraresi al test digitale

Il nuovo decreto dà il via libera alle lezioni a distanza, ma sono pochi gli istituti pronti a partire pienamente

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FERRARA. Infranti auspici e auguri dei presidi ferraresi che per tutta la giornata di ieri hanno sperato che l’emergenza rientrasse e che gli studenti potessero riprendere una normale attività didattica, ma che ora dovranno fare i conti con la nuova ordinanza, che le scuole le mantiene chiuse, anche se con una novità fondamentale rispetto alla scorsa settimana. La decisione, così com’è, di sospendere le attività didattiche ma non di chiudere gli istituti, esenta sì studenti dal recarsi a scuola, ma consentirà comunque ai professori di entrare negli istituti, e dare così il via ad una “nuova era”, quella del teleinsegnamento. A cui in questi giorni diversi scuole si sono preparate, sebbene con differenti risultati, visto che c’è sia chi in nome dell’innovazione ha acquistato perfino nuovi strumenti tecnologici sia chi, suo malgrado, proseguirà con gli strumenti online standard (mail e registro elettronico), uniche possibilità a quanto pare per certi istituti.

Verso il futuro

Ha scelto senza esitazione il futuro il dirigente scolastico del Vergani Massimiliano Urbinati, che ha colto al vologià lo scorso 25 febbraio l’invito da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri alla promozione di nuove modalità di didattica a distanza e che da domani avvierà lo smart learning, con la possibilità di comunicare anche in videoconferenza ed effettuare lezioni all’intero gruppo classe: «si tratta di strumenti che potrebbero comunque essere utili in futuro per evitare la dispersione scolastica – dice il preside – oppure da utilizzare in caso di assenze a scuola per malattia».

Di certo un’istituto alberghiero-enogastronomico come il Vergani potrebbe risentire di più della sospensione delle lezioni, visto che del percorso didattico fanno parte integrante le attività “sul campo”: «ma i ragazzi si stanno già organizzando per dimostrazioni pratiche da fare a casa e da registrare per incrementare poi con dei video i nostri social, a partire dal nostro canale youtube», dice fiducioso Urbinati.

Pensa invece già ai futuri recuperi il dirigente scolastico del liceo Roiti Donato Selleri: «abbiamo attivato una corsia virtuale già nei scorsi giorni – dice il preside – ma al momento del rientro faremo in modo di fare dei recuperi pomeridiani soprattutto per gli studenti che dovranno affrontare la maturità». Più difficile per Selleri organizzare lezioni in streaming: «al momento continueremo a usare il registro elettronico, si caricheranno materiali scritti, immagini, e anche filmati se qualche insegnante riuscirà a farlo. È un canale online che abbiamo messo a disposizione della scuola e testato, ma è sempre una novità e in corso d’opera troveremo soluzioni ai problemi tecnici che dovessero presentarsi. Certamente a questo punto dovremo organizzarci in modo più sistematico».

Per i più piccoli

Alle elementari e alle medie di lezioni registrate dai professori non se ne parla, almeno nell’immediato: «sono strumenti che sono utili all’università o nelle scuole superiori – considerava il preside dell’istituto comprensivo Perlasca Stefano Gargioni – noi continueremo a usare il registro elettronico, la nostra rete interna attraverso la quale i docenti mandano i compiti e gli esercizi per tenere allenati gli studenti. Non ho organizzato altro, ma potremmo comunque ragionarci, visto che con la sospensione i professori sono a casa ma in servizio e potremmo gestire diversamente la situazione. Almeno potrà entrare il personale Ata». Stessi strumenti, quelli base come il registro elettronico, si useranno anche nell’istituto comprensivo De Pisis: «come nei giorni scorsi useremo la nostra mail interna per dare i compiti ai ragazzi, che così non sono mai stati a digiuno. Ci sono stati esperimenti di videoconferenza anche da parte di alcuni insegnanti ma non si organizzano su due piedi attività così». —

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