Sindacati preoccupati: incertezza per i lavoratori Bonaccini: Cig sbloccata
Sindacati della scuola, e non solo, in fibrillazione dopo il decreto del Consiglio dei Ministri di venerdì sera e dopo l’annuncio, ieri, della proroga per un’altra settimana dell’ordinanza per il contenimento del Coronavirus. «La priorità resta sempre la tutela della salute, ed è più che ragionevole interrompere l’attività in luoghi in cui la diffusione del virus può essere favorita, come le scuole - afferma Hania Cattani della Cgil Scuola - Ma al tempo stesso non si devono scaricare le conseguenze economiche sui lavoratori». Le incertezze riguardano le scuole private parificate. Secondo i contratti di Fism, Agidae e Aninisei, spiega Cattani, in caso di chiusura totale delle scuole per un’emergenza sanitaria, i dipendenti hanno diritto alla retribuzione. La zona d’ombra riguarda invece la sola sospensione dell’attività didattica. Per questo i sindacati stanno già pensando alle contromosse: la richiesta della cassa integrazione e dell’erogazione del Fis, il Fondo di integrazione Salariale. Misura, quest’ultima, che sarà richiesta anche per le strutture parificate regolate dal contratto della cooperazione.
I dubbi
Ma le organizzazioni sindacali ieri avevano puntato il dito anche contro il CdM sulle misure a tutela di tutti coloro che, a causa dell’emergenza, in questo periodo non possono lavorare. I sindacati lamentavano che le misure fossero limitate alla sola zona rossa e di non aver ricevuto risposta sulla richiesta di sblocco della cassa in deroga. Il Presidente Bonaccini è intervenuto a chiarire: «Nel Decreto del Governo è previsto lo sblocco della Cassa integrazione in deroga per l’EmiliaRomagna per assicurare una risposta immediata alle prime necessità di imprese e lavoratori. A queste misure se ne aggiungeranno altre, tra una settimana, con un secondo provvedimento destinato ai comparti produttivi». —
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