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Case protette ferraresi chiuse alle visite dei familiari: «Se il virus entra qui dentro siamo rovinati»

Davide Bonesi
Case protette ferraresi chiuse alle visite dei familiari: «Se il virus entra qui dentro siamo rovinati»

Viaggio nelle strutture in provincia. Qualcuno limita l’ingresso a un parente: nessuna protesta

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FERRARA. Questi sono i giorni più difficili per gli anziani. E non solo perché statisticamente sono le persone che rischiano maggiormente per il coronavirus, ma anche perché il loro isolamento è aumentato in conseguenza alle disposizioni urgenti emanate la scorsa settimana e ribadite nuovamente ieri.
Il riferimento è alle persone di una certa età che sono ospitate in case protette e strutture per gli anziani. Qui le disposizioni prevedono la chiusura all’ingresso degli esterni (i familiari), salvo vi siano situazioni particolari.
in provincia
Facendo un viaggio tra le strutture presenti sul territorio provinciale, si scopre però che non ovunque l’applicazione è la stessa, anche se in linea di massima i parenti degli ospiti hanno recepito le direttive, accettando di buon grado di non andare a visitare i propri cari.
Alla Quisisana di Ostellato, ad esempio, la chiusura totale alle visite è in vigore da domenica scorsa (il 23 febbraio) e si protrarrà fino all’8 marzo. «L’ingresso è stato vietato a tutti i parenti - dicono dalla struttura -, il blocco è totale, di fatto entra solamente il personale. È capitato che alcuni familiari siano venuti qui e hanno incontrato il parente ospitato alla porta d’ingresso, ma sono state eccezioni. E sarà così fino a domenica prossima».
Analogo discorso a pochi chilometri distanza, a Villa Geras di Migliarino, dove allo stesso modo il divieto agli ingressi scattato il 23 febbraio proseguirà fino all’8 marzo: «I nostri ospiti sono tutte persone anziane, quindi molto, troppo a rischio - ci spiegano -; ovviamente speriamo che la situazione si risolva il prima possibile, non solo per permettere ai familiari di visitare i loro cari ma perché si spera che l’emergenza coronavirus possa cessare. Tutti i familiari hanno capito la situazione». In particolare, Villa Geras ha deciso di avvisare i parenti degli ospiti appena è uscita l’ordinanza. «È stata una decisione dei nostri responsabili, per evitare che le persone facessero viaggi a vuoto per venire in visita ai loro anziani».
Caso a parte è Villa Fabiola di Lido Nazioni, struttura scelta per il clima favorevole ma con ospiti che arrivano da molto lontano e questo chiaramente limita il numero delle visite: «Effettivamente quasi tutti i familiari dei nostri ospiti abitano a chilometri di distanza - ci viene detto -, per cui prima delle visite solitamente telefonano in struttura. Per cui non vi sono stati disagi da questo punto di vista».
le eccezioni
Discorso diverso è stato fatto alla Casa protetta Capatti di Serravalle: «Qui si è cercato di limitare le visite - raccontano -, al massimo un familiare per ospite, poi visite brevi e se possibile anche limitate nella frequenza. D’altronde, se il coronavirus entra qui siamo rovinati... I parenti hanno capito la situazione, sapevano già tutto e così molti di loro hanno deciso di non venire. Speriamo che l’emergenza cessi entro domenica prossima».
Qualche eccezione è stata fatta anche alla Casa protetta Plattis di Cento, limitatamente a problemi di salute. «Qui si è seguito la direttiva alla lettera - ci confermano dalla struttura -, ovvero abbiamo chiuso completamente l’ingresso agli esterni. I pochi casi eccezionali si sono verificati per nostri ospiti che si sono sentiti male, limitando l’ingresso ad un solo parente. La gente è comunque cosciente della situazione, qualcuno ha chiamato per avere informazioni, ma tutti sapevano già come stavano le cose e non vi è stata alcuna protesta». —


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