La Torre Rossa nei secoli Il forte prigione e porto vero simbolo della Salina
COMACCHIO. La storia di Comacchio è legata al sale fin dall’antichità, è stata molto travagliata per i continui attacchi e tentativi di conquista dovuti sia alla posizione strategica di Comacchio lungo la via del commercio sia alla preziosa presenza delle saline, “l’oro bianco”.
Facendo un rapido excursus storico, nel 1598 con la fine del Ducato Estense, papa Clemente VIII autorizzò la produzione di sale nelle valli e le attività prosperavano, senza abbandonare del tutto i commerci di contrabbando. Nel XVIII secolo ci fu un declino della produzione. La Salina di Comacchio deve la sua attuale morfologia agli interventi voluti dal governo di Napoleone nel 1808: i tratti principali del progetto sono rimasti perlopiù inalterati fino a oggi. Il Congresso di Vienna restituì la proprietà della Salina allo Stato Pontificio e avendo assunto l’aspetto e la produttività di vero e proprio stabilimento, venne valorizzata e mantenuta attiva conservando la struttura progettata in precedenza.
Negli anni ’60 del ’900 ci fu l’inizio del processo di meccanizzazione di produzione e raccolta, così occorrevano numeri minori di persone. Dalla raccolta multipla si passò a otto grandi specchi d’acqua, ma tale stravolgimento della morfologia causò un ampliamento dei dislivelli tra le vasche, andando ad inficiare l’azione evaporante del vento compromettendo l’intera produzione. Nell’85 la produttività era così scarsa che il Ministero delle finanze ne decretò la chiusura.
il forte
Monumento simbolo della Salina è la Torre Rossa o Forte San Giuseppe. Le informazioni che si hanno sull’edificio sono frammentarie. La costruzione risale alla seconda metà del ’500, sotto il Ducato di Alfonso I d’Este. Gli scopi erano difensivi e, molto probabilmente, è l’unica struttura precedente alla realizzazione della Salina. Oggi resta un’antica fortezza a pianta poligonale a forma di stella, dotata di bastioni di cui ci sono solo le fondamenta. La funzione della Torre Rossa è stata quella di essere utilizzata da soldati e finanzieri (nel periodo della raccolta e stoccaggio del sale), mentre l’edificio separato dal corpo principale aveva funzione di prigione e ingresso per le imbarcazioni.
Con il progetto Saltworks (e la collaborazione tra Italia e Slovenia) volto alla valorizzazione degli ecosistemi legati all’ambiente di salina, è stato possibile realizzare nel 2014 l’intervento di restauro della struttura, di tipo conservativo e improntato sul rispetto architettonico e naturalistico. —
Mariacarla Bulgarelli
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