Riaprono i centri anziani ma tutelando i più fragili
Anche i centri sociali possono proseguire la loro attività, che per una settimana è stata limitata, anche se probabilmente ognuno prenderà misure e interpreterà direttive in modo da tutelare proprio gli anziani che sono i soggetti più fragili.
«Noi del Centro Quadrifoglio di Pontelagoscuro – riferisce la presidente Loretta Prampolini – avendo notato un forte calo nell’affluenza in particolare dei soci che provengono dal Veneto, abbiamo deciso di tenere chiuso dal lunedì al giovedì, mentre il fine settimana riapriamo nella speranza che ritornino tutti coloro che evidentemente preferiscono starsene a casa dove si sentono più sicuri. E come dare loro torto? !»
Anche gli altri Centri decidendo autonomamente se chiudere o aprire, dove un piccolo calo di presenze è stato registrato, mettono a disposizione però solo il Bar. «Noi del Centro Polivalente Il Melo – riferisce il presidente Vincenzo Serralungo – nel rispetto delle disposizioni date, da una settimana non facciamo più neppure la Tombola e tanto meno il ballo. Perfino le partite che venivano trasmesse in televisione e che venivano seguite dai nostri numerosi soci tifosi, sono state eliminate perché naturalmente richiamano una forte presenza di persone. In sostanza siamo aperti ma come punto d’incontro di poca gente che si ritrova al bar ed a debita distanza». Lo stesso accade alla Rivana dove il presidente Daniele Malossi non vuole arrivare a drastiche soluzioni come la chiusura ma consente l’attività del bar. In realtà a parte chi decide di chiudere qualche giorno, le direttive non sono per la sospensione delle attività bensì di evitare quelle che sono solitamente seguite da molta gente e tutto questo nel tentativo giustificato di proteggere come è possibile una categoria, quella degli anziani, più soggetta a rischio corona virus. —
Margherita Goberti
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