Baristi e clienti protestano: così si può anche chiudere
Bancone vietato? «Ma non tutti hanno tempo di prendere un caffè seduti al tavolo»
la novità
Nel primo giorno del decreto ministeriale che impone ai bar, causa emegenza coronavirus, di servire i clienti rigorosamente al tavolo e garantire all’avventore il proprio metro di distanza dal vicino, il caffè mattutino si prende... comunque al bancone. Perché la notizia non è ancora nota ai più che sgranano gli occhi allibiti, ma anche perché si tratta di una misura «assurda e inapplicabile», protestano i titolari dei bar ferraresi, e i clienti che vanno di fretta, specie la mattina presto, e proprio non hanno tempo di sedersi al tavolino.
le proteste
Una dipendente del bar di via Garibaldi di fronte alla Conad non era al corrente delle nuove misure: «ma stiamo scherzando? – dice – già abbiamo meno clienti visto che le scuole sono chiuse ed è da una settimana che risentiamo di questa situazione, e adesso dovrei costringere i clienti a sedersi al tavolo? Ma se devo farlo...»; e così i malcapitati clienti del momento li ha invitati a sedersi, fra le proteste: «io mi arrabbio – dice una ragazza – devo andare a lavorare non ho tempo...», «ma è assurdo», replicava un altro prendendo posto.
Stessa musica al Caffè Vero in corso Martiri della Libertà, che i tavolini fra l’altro li ha all’esterno: «sono vicino alla banca, i miei clienti vanno sempre di fretta. E poi come faccio a dirgli di sedersi all’esterno con il freddo perché il caffè non lo posso servire al bancone? Ed è già una settimana che qua non si lavora più». Tanto che qualcuno ha “lavorato d’anticipo” e «ordinato meno paste per esempio, altrimenti nelle spese non rientriamo», con conseguenze poi anche sui fornitori.
«È una vergogna – dicono al bar Aroldo di via Cortevecchia – È una cosa impossibile da rispettare, non puoi obbligare un cliente a sedersi o dirgli di stare a distanza di un metro dall’altro. Abbiamo già perso tanti clienti ma le tasse le dobbiamo pagare lo stesso. Facciamo meglio a chiudere». Ha provato invece ad adattarsi un po’ al nuovo decreto il bar Leon d’Oro dove, ieri mattina, le persone erano sì in piedi al bancone a bere il caffè, ma con “posto assegnati”: «abbiamo messo sul bancone delle tovagliette usa e getta a distanza di un metro l’una dall’altra – racconta il titolare – non siamo comunque in regola ma almeno cerchiamo di dare un segnale graduale ai clienti, perché mi risulta difficile capire come dovrei servire al tavolo obbligatoriamente se i clienti non hanno tempo di sedersi».
Fra i “fortunati” c’è invece la Torrefazione di piazza della Repubblica che, non rientrando nella categoria “bar” ma in quella di “negozio con angolo degustazione” i clienti li può tenere al bancone, ma rispettando il solito metro: «sto preparando un avviso per i clienti – dice il titolare – in cui, non sarà bello, ma li invito a limitare il tempo di permanenza alla sola consumazione, e pensavo di mettere un metro sul bancone – scherza – per aiutarli a rispettare le distanze di sicurezza. Spero abbiano comprensione visto che si tratta di clienti abituali». —
Giovanna Corrieri
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