Coronavirus, 420 casi in Emilia Romagna. Sette nuovi decessi, avevano tutti altre patologie
Bonaccini: "Stiamo facendo un lavoro straordinario. Servono misure straordinarie"
BOLOGNA. In Emilia Romagna i positivi al coronavirus sono 420, alla luce di 1.778 test tampone: 256 a Piacenza, 84 a Parma, 14 a Reggio Emilia, 33 a Modena, 6 a Bologna e 24 a Rimini, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna. Sale ancora il numero dei decessi: complessivamente 18, sette in più rispetto a lunedì, tutti con patologie pregresse. Tra le persone decedute due donne, una di 70 anni della provincia di Parma, morta all'ospedale di Vaio (Parma), e una ultraottantacinquenne lombarda, all'ospedale di Piacenza. Sono cinque gli altri morti, a Piacenza: quattro piacentini, rispettivamente 91, 80, 86, 77 e un lodigiano di 77 anni. Ottantacinque i nuovi casi, rispetto ai 335 rilevati lunedì pomeriggio: 44 a Piacenza, 23 a Parma, 6 a Reggio Emilia, 4 a Modena, 3 a Bologna e 5 a Rimini. I nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, sono in condizioni non gravi, molti asintomatici o con sintomi modesti e 187 le persone in cura a casa, in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono 24.
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«Domani (giovedì, ndr) chiederemo al Governo una misura robusta per uno shock economico». Lo dice Stefano
Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna, in una video-conferenza stampa parlando da Piacenza dove oggi si è recato in visita per fare il punto della situazione sul coronavirus. «Servono investimenti pubblici e misure speciali come fatto per il ponte Morandi a Genova», ha aggiunto.
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«È necessario derogare al patto di stabilità», ha poi ribadito, ricordando come Emilia Romagna, Veneto e Lombardia producano la metà del Pil italiano. «La salute viene prima di ogni cosa - ha incalzato Bonaccini - ma ci vuole fiducia: è necessario abbassare il tasso di litigiosità, dobbiamo essere il più uniti possibile nei confronti dell’Europa». Il presidente ha aggiunto: «Qui si sta facendo un lavoro straordinario, stiamo affrontando una sfida inedita, non si conosce ancora la natura di questo virus, che tipo di propagazione può avere. Abbiamo fatto interventi sui posti letto che aumenteranno e non solo nel Piacentino».
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