Diamanti aperti, il Guercino aspetta un giorno: visite scaglionate
I musei tornano accessibili, ma niente attività collaterali. Fa eccezione il Meis che resta chiuso l’intera settimana
FERRARA. Alle 9 in punto, ieri mattina si sono spalancate le porte al piano terra di Palazzo dei Diamanti per fare entrare i visitatori alla mostra di De Nittis. A Ferrara quello di corso Ercole I d’Este è stato il primo museo a riaprire dopo il decreto emanato dal presidente del consiglio che dava la possibilità ai musei di riaprire con ingressi, però, contingentati. «Il pubblico c’è stato ma - spiegano dalla biglietteria - non in quantità tale da regolamentare l’ingresso alla mostra. Qualcuno è stato contento perché ha potuto vedere la mostra senza calca, ma è un inizio lento ma importante». Oggi ci sarà la riapertura di tutti gli altri musei, ad eccezione del Meis che resterà chiuso fino all’8 marzo per il disallestimento della rassegna appena terminata.
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MUSEI APERTI
Dunque porte di nuovo aperte anche per museo archeologico nazionale, museo di storia naturale, museo della Cattedrale, museo del Risorgimento e della Resistenza, Palazzo Bonacossi, Palazzina Marfisa d’Este, Casa Ariosto, pinacoteca nazionale. «Una buona notizia e – ha dichiarato Martina Bagnoli, direttrice della pinacoteca di Ferrara – non dovrebbero esserci problemi di contingentamento, in particolare in questo periodo della stagione. Le sale della pinacoteca sono spaziose, non sarà un problema mantenere la distanza tra un visitatore e l’altro. Non faremo conferenze, ma già il fatto di poter ospitare i turisti è un bel segno di ripresa. Abbiamo tante iniziative in programma da sviluppare non appena terminerà questa emergenza e - conclude - speriamo accada il prima possibile». Lo stesso discorso vale anche per il Castello Estense che rappresenta il monumento di maggiore attrazione e il più visitato della città.
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RECUPERARE
«Ci stiamo attrezzando – commentava ieri Paola De Santis, direttore del museo archeologico di Ferrara – per la riapertura anche se, ovviamente, bisognerà stare attenti alla biglietteria a non fare troppe code e calche e soprattutto verrà osservata anche la distanza nella sale. All’ingresso bisognerà contingentare in caso di gruppi. Spiace perché questa settimana non potremo però fare quelle attività extra programmate a cominciare da un concerto della Gino Neri in programma per l’8 marzo». Passata l’emergenza si dovrà anche capire come e quando recuperare tutti gli appuntamenti che stanno saltando.
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RIPARTIRE
Anche in provincia c’è voglia di ripartire. Oggi a Comacchio riaprono il museo Delta Antico la Manifattura dei marinati; nel fine settimana, come da programma, sarà visitabili anche la Casa museo Remo Brindisi a Lido Spina. Anche l’Abbazia di Pomposa torna accessibile a turisti, visitatori e fedeli. «Seguiremo tutte le disposizioni necessarie per evitare contatti ravvicinati e scongiurare eventuali contagi ma – fanno sapere dall’Abbazia – siamo finalmente pronti a ripartire. Seguiremo le disposizioni impartire dal decreto e se ci saranno comitive, verranno scremate e i visitatori accederanno alle sale un poco alla volta per evitare assembramenti».
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DOPO IL TERREMOTO
Stessi accorgimenti valgono per gli spazi precedentemente citati e anche per la pinacoteca e la Rocca di Cento che, da domani, riapriranno ed “Emozione Barocca”, la mostra dedicata al Guercino, sarà di nuovo visitabile. Per il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, la riapertura dei musei, e nello specifico della mostra del Guercino, è un passo importante verso la normalità. «È un segnale positivo, come quelli che si aspettavano con trepidazione dopo il terremoto. Ieri e oggi abbiamo igienizzato tutti gli spazi per garantire la sicurezza dei visitatori e dei lavoratori. Siamo consapevoli - afferma il primo cittadino - che i giorni che verranno non saranno facili. Stiamo pensando a nuovi investimenti per pubblicizzare ulteriormente la mostra e far fronte alle perdite che stiamo ancora calcolando. Intanto però siamo felici di ripartire». —
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