Grido d’allarme delle associazioni «Troppa confusione nella norma»
Ascom e Confesercenti devono dare indicazioni ai soci in una materia complessa Richieste di misure più incisive per tutelare le azione che sit rovano in gravi difficoltà
I commenti
Associazioni di categorie preoccupate per le limitazioni soprattutto nel campo della ristorazione derivate dalle nuove disposizioni sanitarie.
Confesercenti
«Oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze economiche che questa emergenza sta determinando, stiamo assistendo all’emanazione di provvedimenti tardivi – emanati sempre la domenica sera per l’attuazione a partire dal lunedì – e di non facile applicazione e/o interpretazione», sostiene Alessandro Osti Direttore Provinciale di Confeserecenti Ferrara che prosegue: «Abbiamo dovuto dare risposte agli associati che chiedevano quale fosse la corretta applicazione di quanto previsto dal decreto e al momento quello che possiamo dire e di cercare di attenersi al criterio del droplet, ovvero il mantenimento della distanza di un metro tra gli avventori, in attesa di una circolare interpretativa o di un vademecum che speriamo venga emessa quanto prima. Da capire poi chi regolamenta tali distanze, ad esempio in una coda di persone alla cassa di un bar, e su chi ricadono le responsabilità sul loro mancato rispetto. Ciò detto rimane un intervento inadeguato del Ministero sugli strumenti annunciati a favore delle imprese, provvedimenti che al momento riguardano quasi esclusivamente le zone rosse, e spostamento dei pagamenti contributivi di soli 2 mesi. È ben altro ciò di cui hanno bisogno le imprese, e non solo quelle delle zone rosse. Servono misure più incisive relativamente a tutti pagamenti dei prossimi mesi, da sospendere o annullare a tutti i livelli, per andare incontro a settori, come quello del turismo, che ha visto dalla sera alla mattina improvvisamente spegnersi totalmente la luce del lavoro.
Gli Istituti di Credito per Osti devono fare la oro parte, ma anche alle Amministrazioni locali chiediamo di intervenire per quanto attiene la sospensione delle imposte tasse e tributi di loro competenza – Imu, Tari ecc. . – consapevoli che chiediamo loro uno sforzo, ma è di questo ciò di cui ora hanno bisogno le imprese in questo momento straordinario.
«Infine – conclude Osti – l’ultimo appello, non per questo il meno importante, rivolto ai nostri concittadini: pur nel rispetto delle misure di contenimento emanate, continuiamo a vivere la nostra città, frequentando i negozi ed i locali e conducendo una vita il più possibile normale».
Ascom
«È un momento di confusione e tensione – dice il presidente di Ascom Giulio Felloni – come imprenditori italiani siamo sempre in grado di collaborare ma bisogna anche avere indicazioni precise e fare le cose in maniera ragionata perché alcune indicazioni non sono di buon senso ma sembrano frettolose: un negozio piccolo senza tavoli non può certo chiudere. Come Ascom in questi giorni, stiamo cercando di dare indicazioni ai nostri associati, in base alle indicazioni che noi stessi abbiamo. Ma l’importante è la voglia di tornare alla normalità e ci sia arriva in maniera ragionata e non d’impulso».
Cassa integrazione
L’Inps sta studiando strumenti di sostegno per le imprese della zona gialla (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) similari a quelle varate per decreto dal governo nei comuni focolaio. Lo ha detto il presidente dell’istituto, Pasquale Tridico, a margine della presentazione della Banca dati appalti dell’Istituto, spiegando che si pensa alla cassa integrazione in deroga, all’estensione della cig ordinaria e agli indennizzi per i lavoratori autonomi. Si stanno facendo le stime, ha detto, «ma si fa fatica a fare un perimetro» delle aziende che hanno avuto danni. «Quella delle zone rosse è una situazione che evolve e, man mano che evolve, il governo è chiamato a dare una risposta. Spero e mi auguro che sia quanto più limitato possibile l’estensione di questi interventi». —
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