Palazzo ottagonale in prestito La minoranza punta il dito
Il consigliere Tancini: «Stiamo spendendo soldi per una struttura del Consorzio» I soldi dalla Regione e dal Comune, l’immobile all’amministrazione per vent’anni
Il Palazzo Ottagonale, motivo di vanto per l’amministrazione comunale di Mesola, è interessato in da lavori di riqualificazione per la realizzazione di un piccolo museo e sedi per le associazioni. Ma mentre per il sindaco Gianni Padovani e per la maggioranza tutto sembra filare liscio, dall’opposizione - e per voce di Alessandro Tancini di Fratelli d’Italia all’interno della lista Uniti per Mesola -, la vicenda non appare del tutto chiarissima.
i costi
In primo luogo le spese. Per il risanamento conservativo dell’immobile il costo complessivo dell’intervento ammonta a 577.514,63 Euro (di cui 446.956,13 tramite contributo Regione e 130.558,50 di fondi comunali). Questo per il primo stralcio di spesa perché ne è previsto anche un altro per 113.870,24 euro per effettuale opere di completamento con fondi comunali.
E quai il primo sfogo: «Un fiume di denaro pubblico dirottato su un immobile privato». Perché «il “Casino di Ariano” è del Consorzio di Bonifica. In pratica, stiamo rimettendo a posto roba che non ci appartiene». Esiste un contratto di comodato della durata di vent’anni, due dei quali sono già trascorsi, che consente al Comune di Mesola l’utilizzo della struttura. «Dovremo quindi ridarlo indietro - fa ancora presente Tancini -e il tempo non è così lungo come si vuole far credere».
troppe carenze
Oltre a questo, «mi permetto di aggiungere che esistono importanti criticità logistiche, come la mancanza di parcheggio adeguato a contenere le auto in vista di importanti manifestazioni che potrebbero svolgersi, oltre a un altissimo rischio sul tratto di strada che porta l’accesso al palazzo, teatro già di un incidente mortale con un pedone investito, proprio davanti al cancello di accesso».
Infine, «esprimendo parere favorevole per assegnare ai reperti archeologici trovati ad Ariano un locale dignitoso per la loro esposizione e per valorizzare l’unicità storica del sito archeologico di Ariano, rimango molto perplesso su quali altri progetti potranno trovare concretezza in tale sede». —
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