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Smaltite 593 tonnellate di rifiuti elettronici

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In un anno sono stati raccolti in Emilia Romagna oltre 15. 000 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici. Per farsi un’idea, si tratta di una quantità equivalente al peso di 42 airbus a 380, uno dei più grandi giganti del cielo usato per i voli intercontinentali. I dati sono forniti da Ecodom, il principale consorzio italiano per la gestione dei Raee. Con 15.137 tonnellate raccolte nel 2019, dunque, l’Emilia Romagna si piazza al secondo posto tra le regioni italiane. Tra i rifiuti domestici prevalgono lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde con quasi 11.000 tonnellate raccolte. Altre 3.400 tonnellate sono rappresentate da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti, mentre il resto dei rifiuti comprende monitor, tv, piccoli elettrodomestici e sorgenti luminose. questa raccolta ha permesso in emilia-romagna di risparmiare oltre 17 milioni di kilowattore di energia elettrica ed evitare l’immissione in atmosfera di 75.932 tonnellate di anidride carbonica.

A livello provinciale, Bologna è al primo posto con 6.305 tonnellate trattate, che hanno evitato l’emissione in atmosfera di 19.520 tonnellate di Co2. Dai Raee gestiti da Ecodom nel capoluogo emiliano, in particolare, sono state ricavate oltre 3.700 tonnellate di ferro, pari a otto frecciarossa mille, oltre a 609 tonnellate di plastica, 115 di rame e 89 tonnellate di alluminio. Nella graduatoria regionale, Bologna è seguita da Ravenna (1.935 tonnellate di rifiuti elettrici raccolti), Modena (1.705), Reggio Emilia (1.354), Parma (1.101) e Rimini (904). Chiudono la classifica Forlì-Cesena (754), Ferrara (593 tonnellate) e Piacenza (485). —

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