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Stretta su bar e negozi I sindaci ferraresi reclamano buonsenso

Stretta su bar e negozi I sindaci ferraresi reclamano buonsenso

Riunita l’unità di crisi. Via al monitoraggio, il prefetto scrive ai comuni  I primi cittadini e il senso di responsabilità: i vigili non batteranno a tappeto i locali

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È scattata la fase di monitoraggio sulle norme contenute nel decreto di domenica per il contenimento del contagio da nuovo coronavirus. Sul giro di vite per attività commerciali e pubblici esercizi suggerito al governo dal tavolo tecnico scientifico, in particolare, con gli ingressi contingentati nei negozi per evitare assembramenti e l’imposizione a bar e pub di servire solo i clienti che hanno posto a sedere. Nella riunione di ieri mattina dell’unità di crisi, parlando ai responsabili provinciali delle forze dell’ordine e degli enti della sanità, il prefetto di Ferrara, Michele Campanaro, ha raccomandato un approccio serio e responsabile: sono norme a tutela della salute pubblica, vanno rispettate in tutti i comparti, nel pubblico come nel privato. Concetti ribaditi in una nota indirizzata ai vertici degli istituti pubblici, ai sindaci e alla Camera di commercio. Probabile che in un secondo tempo, magari in sede di comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, possa affrontare con le forze di polizia il tema dei controlli.

Nel primo giorno di applicazione, da parte dei vigili la parola d’ordine è stata “buon senso e serietà”. Anche i sindaci, sia quelli presenti ieri al tavolo con Campanaro sia quelli non convocati, concordano sulla linea. E certamente non sarà utilizzato l’esercito per incrementare i controlli. «Ferrara sta reagendo bene - spiega con impeto Alan Fabbri -: se ci saranno criticità interverremo». Come dire, per ora, niente riflettori accesi su bar e banconi ipoteticamente affollati.

«Chiaramente non potremo organizzare manifestazioni pubbliche e private in cui è prevista la partecipazione di molte persone - dice Sabina Zanardi, sindaco di Codigoro -: dobbiamo portare pazienza. Se vogliamo il vero problema sarà domenica 8 marzo in occasione della festa della donna, vorrà dire che faremo qualcosa ad emergenza terminata». Quanto alla vera novità del decreto, il controllo su bar e pub, la Zanardi fa pieno affidamento sul senso di responsabilità di gestori e avventori. Di certo, si intuisce, non ci saranno controlli serrati. «Mi auguro che la provincia tenga economicamente come ha fatto finora» sussurra la Zanardi.

Il tema economico è il vero nervo scoperto degli amministratori. Legittimamente. Lo sottolinea una volta di più Fabrizio Toselli, primo cittadino di Cento. «Sono certo che i locali pubblici recepiranno in pieno il cuore del decreto, ma va anche fatto notare come noi sindaci dobbiamo fare in modo che ci sia ancora qualcosa in piedi quando l’emergenza finirà. Già a Cento salterà anche il prossimo appuntamento col Carnevale, che portava interesse e ritorno economico: il danno è importante. Inoltre mi dispiace per le associazioni che in sostanza hanno lavorato per un anno quasi a vuoto». Il ritorno alla normalità passa anche da una gestione “morbida” in merito ai controlli.

«Ovviamente abbiamo l’obbligo di rispettare il decreto - dice Andrea Baldini, sindaco di Argenta -: auspico che i titolari dei locali lo abbiano recepito in pieno. Sono convinto che tutti saranno coscienziosi. Noto un’alta capacità informativa e grande senso di responsabilità. Noi opereremo la solita normale attività di controllo: non batteremo a tappeto il territorio».

Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Minarelli, primo cittadino di Portomaggiore: «Deve prevalere la linea del buonsenso, non siamo a livelli di allarme rosso. I posti affollati vanno evitati, noi seguiremo la linea che farà prevalere la logica». —

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