Assunzioni in Comune Sindacati: occupazione di scarsa qualità
Cgil, Cisl e Uil contro il piano triennale di assunzioni «Numeri sbagliati: per il 2020 saranno 34 e non 49»
Sindacati all’attacco sul Piano triennale di assunzioni del Comune: numeri sbagliati, cattiva occupazione e assunzioni insufficienti, dicono in sostanzaCgil, Cisl e Uil.
Qualche giorno fa la Giunta ha approvato il Piano e «duole constatare come, ancora una volta, le organizzazioni sindacali vengono a conoscenza delle scelte amministrative attraverso la stampa». Da cui i sindacati apprendono notizie, per esempio, circa «l’intenzione di implementare il ricorso al lavoro amministrato – dicono i sindacati – La motivazione addotta, risparmio sulla gestione del personale e della eventuale sostituzione delle assenze – continuano – mal si concilia con quanto dichiarato da sindaco e dalla Giunta in tema di creazione di buona occupazione».
I sindacati fanno inoltre notare che non sono 49 le assunzioni previste nel 2020: «se si spuntano le assunzioni già previste nel 2019 a copertura dei pensionamenti dell’anno 201, 15 come comunicato dall’amministrazione, il calcolo cala drasticamente ed arriva a 34 – sottolineano i sindacati – E a fronte di una capacità di spesa di 2.959.269 milioni di euro il Comune decide di spendere per una cifra pari a 1.509.634 milioni di euro con un immotivato risparmio». E sui contratti di formazione lavoro che il Comune intende utilizzare i sindacati segnalano che «la tanto sbandierata attenzione per il mondo giovanile si riduce alla “possibilità, al termine del percorso formativo positivamente superato, di trasformare il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato”. La possibilità. Non l’obbligo».
Fra le altre contestazioni la scelta di non stabilizzare il personale delle scuole di infanzia, le assunzioni del personale di polizia locale che sarebbero «insufficienti» «altro che sbandierato quarto turno». E poi le assunzioni previste nel settore biblioteche: «2, non sono neanche lontanamente vicine a quelle promesse, 10, nel corso dell’ultimo incontro. Altro che inutili proclami elettorali. Questa è la reale considerazione che l’amministrazione ha di questa parte del settore cultura». Si lamenta anche la mancata comunicazione ai lavoratori su come lavorare in sicurezza ai tempi del coronavirus. —
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