La Nuova Ferrara

Ferrara

Dipendenti dei teatri in ferie o ricollocati

Samuele Govoni

Pedroni: tra spostamenti e rimborsi c’è tanto da fare. Dall’Arci un documento condiviso per chiedere a Fabbri un confronto

3 MINUTI DI LETTURA







Teatri e cinema sono alle prese con la conta dei danni, anche se per una stima attendibile ci vorrà ancora qualche giorno. Mentre tutti aspettano di sapere se lunedì si potrà riaprire oppure no, i gestori delle sale sono alle prese con i calendari: sospensioni, cancellazioni, riprogrammazioni. Come in una sorta di tetris per trovare l’incastro perfetto nelle agende di compagnie, teatri e pubblico, si cerca di salvare il salvabile. I teatri e i cinema, però, non devono fare “solo” i conti con le date ma anche con i lavoratori fermi a causa di queste due settimane di stop forzato.

GIORNI FRENETICI

Come si sta correndo ai ripari? C’è chi ha utilizzato qualche giorno di ferie e chi invece è stato ricollocato e impiegato in altre mansioni. La Fondazione Teatro Comunale conta circa una quarantina di dipendenti, tra quelli a contratto a tempo indeterminato e quelli stagionali. «In verità - spiega Marino Pedroni, direttore artistico - di tempo per respirare in questi giorni ce n’è stato ben poco. Gli uffici dopo un paio di giorni di stallo, in cui si è cercato di capire come muoversi, stanno lavorando a pieno ritmo. Cancellazioni, rimborsi, spostamenti di data, contatti con le compagnie; si corre». Chi non è impegnato negli uffici, come tecnici di palco e maschere, è stato riassegnato. «Con tecnici e maschere stiamo approfittando di questo periodo di chiusura per sbrigare quei lavori che di solito vengono rimandati a fine stagione».

GRANDI ATTESE

Anche la Fondazione Borgatti sta lavorando nella stessa direzione. «La settimana scorsa un paio di dipendenti hanno preso qualche giorno di ferie per riorganizzarsi, per capire come gestire i bambini ora che la scuola non c’è. Per il resto - afferma Milena Cariani, presidente della Fondazione - siamo tutti qui. Abbiamo compiuto un importante intervento igienizzante alla Pandurera e ora aspettiamo di riaprire». Per il teatro dei Fluttuanti di Argenta, invece, così come il Barattoni di Ostellato e il teatro di Comacchio, il discorso è diverso. La gestione degli spazi è affidata a organizzazioni più “snelle” che, per gli spettacoli, oltre ai volontari collaborano con lavoratori a chiamata. «Al momento - dice Gianna Dirani da Argenta - chi è a chiamata, semplicemente, non viene chiamato; speriamo si torni presto alla normalità». Stesso discorso per Massimiliano Venturi che si occupa delle stagioni ostellatese e lagunare. «Io avrei - aggiunge - dovuto fare tre spettacoli coi burattini ma quelli, purtroppo, sono andati perduti».

LA LETTERA

Intanto Arci Ferrara ha scritto un documento per chiedere al sindaco un tavolo per valutare le ricadute economiche e sociali de provvedimenti attuati. «Non contestiamo le decisioni prese dal Governo e dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo Quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale. Il nostro settore è messo in ginocchio dall’incertezza, dalla difficoltà di operare e dalla paura delle persone». Già più di venti, tra fondazioni, imprese e associazioni hanno firmato il documento che si chiude dicendo: «Chiediamo al Comune di Ferrara di supportare il mondo della cultura e dello spettacolo e di farsi portavoce in Regione dei disagi economici e lavorativi che stiamo riscontrando in questo momento». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google