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Idrovia Ferrarese, al via i progetti Sul tavolo 62 milioni per gli interventi

Gian Pietro Zerbini
Idrovia Ferrarese, al via i progetti Sul tavolo 62 milioni per gli interventi

Ieri il primo incontro in Regione per decidere il programma da attuare nel triennio: da sanare incile, darsena e conche

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Idrovia Ferrarese, ora o mai più. Da almeno tre decenni si parla con insistenza dei lavori per potenziare il lungo corso d’acqua che collega il Po a Pontelagoscuro con il mare attraverso le vie interne di navigazione, ma la situazione, a parte singoli interventi, è sempre stata orfana di una vera programmazione omogenea. Ora si presenta un’occasione più unica che rara per portare a termine il progetto di rafforzare la via navigabile lunga 70 chilometri, una specie di superstrada d’acqua che dalla città di Ferrara porta al mare e, ovviamente, viceversa.

I fondi

Sono stati finalmente sbloccati dal patto di stabilità quei fondi necessari per realizzare gli interventi dell’idrovia. Un importo consistente, visto che si tratta di 62 milioni di euro, da programmare in un triennio. Occorre far presto perché questi denari, se si aspetta troppo tempo potrebbero prendere altre strade. Ma c’è la volontà politica, di Regione, vari Comuni del territorio interessato e della Provincia, di sfruttare al meglio questa opportunità.

Proprio ieri a Bologna, si è svolto un primo importante incontro per gettare le basi del cronoprogramma degli interventi sull’idrovia. Una riunione che ha visto vari soggetti degli enti interessati e ha trovato una sostanziale conferma nella volontà di accelerare i tempi per realizzare i progetti e poter finalmente investire i soldi sull’idrovia ferrarese.

Le criticità

Tra i punti più critici segnalati, che occorre intervenire in per sanare una situazione che sta letteralmente degenerando c’è l’incile formato dalla congiunzione tra il canale Boicelli, il canale Burana che poi diventa Po di Volano. In quel tratto occorrerebbe una pulizia dei detriti che si sono formati, addirittura spuntano degli isolotti. Altro problema scottante è la Darsena di San Paolo, che deve essere sistemata anche dal punto di vista fluviale e non solo di sponda come verrà fatto per con il Piano Periferie. Pontelegoscuro avrebbe poi bisogno di una conca più funzionale, che in passato ha creato qualche intoppo alla navigazione. Oltre a un problema di detriti e e di fanghi si pone anche quello del rafforzamento degli argini. Tutti ricordano la rottura del Canale di Migliarino lo scorso anno, che ha provocato un’esondazione nei pressi di Ostellato vicino alla superstrada. Altro grosso problema è ripristinare la conca di Valle Lepri che al momento impedisce il collegamento tra Ferrara e il mare. Si studia anche la formazione di un nuovo ponte in via Padova. Progetti che devono decollare al più presto. Ora o mai più. —



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