Petrolchimico di Ferrara, mensa a turno. Fuori i camionisti “sospetti”
Da oggi solo 100 lavoratori per volta a pranzo e cena La scorsa settimana esclusi trasportatori di Piacenza e Mira Controlli su duemila ingressi
FERRARA. Il petrolchimico la scorsa settimana ha lasciato fuori camionisti e visitatori di provenienza “sospetta”, non solo Cina e Corea del Sud, ma anche le aree vicine alle zone rosse come Piacenza o Mira; e da questa settimana, pur limitando i divieti alle sole zone rosse, avvia una mini-rivoluzione in mensa. Il tutto, naturalmente, per non rischiare d’incorrere in quarantene di personale o interi reparti, che rischierebbero di compromettere l’attività di interi stabilimenti.
La prima stretta, concordata con le Rsu sindacali, ha portato la scorsa settimana a chiudere le porte a chi proveniva da zone rosse e «da alcuni ulteriori comuni particolarmente attenzionati come Mira e Mirano», nel Veneziano. Il 24 febbraio sono stati fermati per questo 4 camion, un altro il 25; il giorno prima non ha potuto entrare un piacentino, che a quanto pare aveva “confessato” spostamenti a rischio nei giorni precedenti.
Gli addetti delle imprese terze sono stati controllati per due giorni, si parla di 2.332 addetti il 24 febbraio e 2.456 il giorno successivo, mentre quelli di stabilimento sono stati oggetto di verifiche a tappeto sullo stato di salute a casa, con richieste specifiche e invito a rimanere nel proprio domicilio in caso di condizioni di salute sospetta. I controlli a cura del consorzio Ifm si sono conclusi domenica 1 marzo.
La misura di prevenzione più d’impatto sulla vita dei dipendenti, però, scatterà oggi e riguarda la mensa interna, in grado di servire 500 pasti. Per garantire la massima sicurezza, richiamata anche nelle richieste dei rappresentanti sindacali, Ifm ha infatti deciso di servire solo 100 pasti alla volta, con una sorta di turnazione degli utenti; mentre alcuni vengono serviti in una parte dei tavoli, infatti, il resto della mensa sarà sanificato dagli addetti, in maniera tale da ridurre al minimo il rischio contagio tra gli avventori, anche senza rispettare il criterio del metro di distanza imposto per la ristorazione.
Particolare attenzione è rivolta alle procedure di attivazione in emergenza delle squadre di servizio, a partire dai Vigili del fuoco interni per arrivare agli addetti alle acque reflue. Anche in petrolchimico i sindacati hanno chiesto di arrivare il più possibile lo smart working e le facilitazioni per le famiglie. —
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