Lipu, mille animali curati «Lasciate i baby ricci»
La Lipu dopo 34 anni di attività in città «continua, sebbene con qualche difficoltà economica - spiega il responsabile Lorenzo Borghi - ad “usare gli uccelli” come termometro e simbolo di ciò che accade intorno a noi promuovendo a tutti i livelli educazione ambientale in particolare verso le nuove generazioni». Stabile è stata la capacità di recupero degli animali, circa l’80% su un migliaio giunti al Bosco delle capinere; 98 invece le diverse specie trattate, alcune a rischio estinzione come il moriglione lodaiolo e la tortora selvatica di cui è ancora consentita la caccia. I ricci sono stati 139, non vanno tolti dal luogo del ritrovamento i cuccioli perché vengono allattati dai genitori di notte.
«Le visite al Bosco – riferisce il collaboratore Davide Tartari – dipendono sia dalla stagione la scorsa primavera è stata molto piovosa, dalle possibilità economiche delle scuole che risiedono lontano e dalle classi che dopo una visita non la ripetono». La Lipu si sostiene sia con i fondi della Regione che sono molto inferiori a quelli che elargiva la Provincia sia con quelli del Comune ma l’assessore Alessandro Balboni ha promesso uno sforzo in più. —
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