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Studio Atersir boccia il ritorno in Comune del servizio rifiuti: costoso e complicato

Margherita Goberti
Studio Atersir boccia il ritorno in Comune del servizio rifiuti: costoso e complicato

L’assessore Balboni rende noti i risultati I civici: servono 6 milioni ma si può fare 

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La ripubblicizzazione del servizio rifiuti costerebbe alla città uno stanziamento di partenza di almeno 6 milioni di euro, con l’attivazione di meccanismi complessi. È quanto emerso dallo studio di fattibilità attivato da Atersir sulla base della richiesta di quasi 1. 000 cittadini. Se n’è dibattuto l’altro pomeriggio al Tavolo partecipativo composto formalmente a un anno e mezzo dalla delibera del Consiglio comunale. Con l’assessore all’ambiente Alessandro Balboni, i consiglieri Paola Peruffo e Ilaria Baraldi erano presenti Paolo Pennini del Comitato Mi rifiuto e Corrado Oddi di Il battito della città per un confrontarsi sul tema di se e come riportare la gestione della raccolta dei rifiuti a Ferrara al Comune.

«Lo studio Atersir, ente regionale che si occupa della raccolta dei rifiuti di cui tutti i sindaci sono componenti – ha esordito l’assessore Balboni – che vi è stato precedentemente consegnato perché lo esaminaste e ci portaste oggi le vostre osservazioni sul risultato a cui è pervenuto, ha evidenziato quanto il passaggio ad un servizio municipalizzato risulterebbe non solo molto oneroso ma di difficile applicazione. Per questo l’amministrazione si impegna ad approfondire l’argomento e di affrontarlo nuovamente nei prossimi incontri».

Secondo Oddi, invece, il percorso di ripubblicizzazione del servizio rifiuti, da sottrarre ad Hera per affidarlo ad un’azienda pubblica di nuova costituzione, è più che fattibile. «Infatti servono circa 6 milioni di euro per dar vita ad una nuova azienda pubblica comunale, risorse che si possono tranquillamente recuperare tramite l’intervento di Holding Ferrara Servizi srl che ha un capitale sociale di circa 81 milioni di euro e riserve per oltre 7 milioni di euro. Ritengo inoltre che il cambiamento sarebbe più utile per rispondere ai bisogni dei cittadini ed all’interesse generale». A sostegno di quanto affermato Oddi ha portato ben tre argomenti: scegliere un’economia circolare e sostenibile dal punto di vista ambientale (Hera nel periodo 2010-18 ha realizzato un utile di 1 miliardo e 714 milioni di euro e distribuito dividendi ai suoi azionisti per 1 miliardo e 180 milioni di euro); considerare i beni comuni come pubblici a tutti gli effetti e, infine, una nuova gestione pubblica che potrebbe rappresentare una forma di democrazia partecipativa.

Il tavolo sarà riconvocato per la fine di marzo o inizio aprile. –

Margherita Goberti

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