Cani liberati da attivisti Condanna cancellata anche per una ferrarese
È stata una delle operazioni di animalisti in Italia che ebbe più clamore: siamo nel 2012, il 28 aprile 12 giovani attivisti liberarono alcuni cani di razza beagle dall’allevamento Green Hill di Montichiari, nel Bresciano. Fu il primo passo della più grande liberazione mai vista di animali destinati alla vivisezione. Il caso poi culminò con la condanna dei vertici e del veterinario di Green Hill, ritenuti colpevoli dei maltrattamenti e delle uccisioni non legali nella struttura, poi fatta chiudere.
Ebbene, è notizia di mercoledì la chiusura della vicenda giudiziaria con la cancellazione definitiva della condanna agli attivisti, mentre i vertici dell’allevamento sono stati ritenuti colpevoli in tutti e tre i gradi di giudizio. Fra gli attivisti arrestati in quel giorno del 2012 c’era anche una ferrarese, di origine polacca, Bea Stawicka, la quale dopo tanti anni vissuti nella nostra città, da qualche tempo si è trasferita a Londra. Appassionata di podismo, e animalista attiva, è stata difesa dall’avvocato David Zanforlini con l’importante contributo per le spese legali offerto dalla Lav(Lega anti vivisezione) italiana, che si è detta soddisfatta della sentenza: «Questi ragazzi - il commento all’indomani della sentenza - non hanno rubato bensì salvato vite, in un’azienda condannata fino in Cassazione per maltrattamento animali e uccisioni non necessarie». —
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