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Emergenza coronavirus a Ferrara
il blocco

Coronavirus, un mese senza spettacoli, film e concerti

Samuele Govoni
Cinzia Bonafede (Teatro Nuovo)
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Cinzia Bonafede (Teatro Nuovo)

Impazzano rinvii e cancellazioni. Anche il nuovo James Bond è fermo al palo. Bonafede: "Quando riapriremo avremo bisogno del pubblico"

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FERRARA. Metti una sera a teatro o al cinema, magari se ne riparla dal 3 aprile. Fino ad allora tutti i club, i palazzetti, le discoteche, i teatri e le sale cinematografiche resteranno chiusi, come disposto dal nuovo decreto per il “contrasto e contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus Covid-19”. A Ferrara il morale oscilla tra l’abbattimento totale e la voglia di ritornare più forte di prima.

Mentre i teatri sono alle prese con sospensioni, cancellazioni, sostituzioni e slittamenti, anche i cinema se la devono vedere con i grandi distributori, con le uscite e le posticipazioni dei film che avrebbero già dovuto essere in sala, vedi il nuovo film di Carlo Verdone, e quelli che ci sarebbero dovuti arrivare in queste ore, come nel caso dell’ultimo James Bond. «Sono riuscita - afferma Cinzia Bonafede, direttrice artistica del teatro Nuovo di Ferrara che dopo un momento di scoramento sembra aver ritrovato la fiducia - a riprogrammare quasi tutti gli spettacoli. Purtroppo per “Human” e “Girovagando” non c’è stato nulla da fare. Mi dispiace soprattutto per quest’ultimo spettacolo perché i musicisti, tutti del conservatorio di Ferrara, avevano lavorato tanto e in sinergia tra loro. C’erano state prove, arrangiamenti e anche a livello di promozione avevamo investito... pazienza, cerchiamo di guardare avanti». Molte delle pièce saltate la scorsa settimana e tante di quelle che salteranno da qui al 3 aprile verranno recuperate a maggio. Solenghi e Lopez Show, in programma per il 13 marzo, è stato rinviato ad ottobre. «Non è stato facile, hanno molte date e anche loro devono fare i conti con il blocco di tutti i teatri d’Italia. Riuscire ad averli nuovamente a Ferrara - aggiunge Bonafede - non era scontato». Insomma, si cerca di guardare positivo.

L’appello

La direttrice del teatro non rinuncia ad un appello diretto al pubblico: «Quando finalmente riapriremo -dice - vorrà dire che il rischio contagio è passato. Starà agli spettatori poi aiutarci a rimetterci in sesto non solo economicamente ma anche moralmente. Abbiamo bisogno di rivedere le persone in sala, di rivedere teatri e cinema pieni come prima, anzi, più di prima. Il pubblico può fare molto per aiutarci a rimetterci in sesto». Cresce l’attesa da parte delle associazioni culturali che hanno chiesto ad Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, un tavolo di confronto per fare il punto della situazione sul mondo della cultura. Nei giorni scorsi diverse realtà, Arci capofila, hanno sottoscritto un documento, un grido d’allarme: «Il nostro settore è messo in ginocchio dall’incertezza, dalla difficoltà di operare e dalla paura delle persone», diceva la lettera. Anche il mondo della notte è in fibrillazione. I gestori delle discoteche ferraresi nei giorni scorsi si sono trovati a Comacchio e hanno espresso preoccupazione per la chiusura prolungata e per le 500 persone che, a vario titolo, lavorano nel settore. —




 

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