I capolavori di Schifanoia in nuova luce «Orgoglio ferrarese contro l’emergenza»
Sgarbi: intervento rispettoso, non come quelli “comunisti”. Cento scene illuminate. Altri affreschi nelle sala da recuperare
La riapertura dopo due anni di Palazzo Schifanoia, per i lavori post-sisma e con le novità della mostra su l’Oro degli Estensi sommata all’illuminazione artistica del Ciclo dei mesi, è confermata per il 12 marzo, in piena emergenza coronavirus. «Sia il simbolo della riapertura contro questa “peste”, e dell’orgoglio di Ferrara: la luce è libertà» è il tono enfatico utilizzato da Vittorio Sgarbi per celebrare l’evento. Al netto della quota di polemiche contro gli interventi degli anni Ottanta («guardate quel soppalco, le strutture portanti costruite dalla Soprintendenza sono crimini comunisti, non come il nostro intervento che è stato rispettoso»), il presidente di Ferrara Arte ha rivendicato la spinta di queste settimane per riaprire il prima possibile. L’idea portante di mantenere la coincidenza con l’avvio il 12 marzo a Bologna della mostra sul Polittico Griffoni, capolavoro di Francesco del Cossa «secondo solo a questi affreschi», è quindi ancora in piedi, salvo problemi bolognesi. Di sicuro l’accelerata è stata violenta, tanto che ieri ancora non erano arrivati tutti i componenti delle luci artistiche.
tutte le novità
Così ci si è dovuti accontentare delle parole del light designer Alberto Pasetti, che ha spiegato di aver voluto coniugare l’impostazione da museologia canonica con «una visione pionieristica. Abbiamo creato una sequenza dinamica, con le luci che vanno a riprodurre geometrie invertendo la prospettiva: è come se la luce provenisse dagli affreschi». In pratica il visitatore entrerà nel Salone dei mesi al crepuscolo e vedrà illuminarsi cento scene dal basso, come “guidato” nella visione. I punti luce sono 210, studiati anche per «recuperare l’ingiallimento dei colori» degli affreschi, ha aggiunto Pasetti.
Da giovedì prossimo si potrà ammirare la mostra di monete e preziosi rinascimentali («è autoprodotta in toto da Ferrara Arte, costo 50mila euro» ha rimarcato Sgarbi) e le tre sale del percorso tradizionale. Entro l’anno ne saranno aperte altre cinque, ex uffici con soffitti a cassettoni e frammenti di affreschi, anche marmorizzati, abbattimento di controsoffitti per recuperare l’ampiezza originaria e il riallestimento della collezione Riminaldi oggi a Palazzo Bonacossi.
i lavori
L’architetto Natascia Frasson, che ha curato l’intervento, ha rimarcato come ora l’intero edificio sia accessibile, grazie ad un ascensore ed un elevatore, «e completamente climatizzato». I lavori, «eccellenti» li ha definiti il sindaco Alan Fabbri, sono costati quasi 3 milioni, da Regione e Comune tramite fondi assicurativi: «Gli Estensi qui volevano “schivare la noia”, noi invitiamo - è l’auspicio dell’assessore Andrea Maggi - alla visita per “schivare” questa emergenza». —
Stefano Ciervo
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