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Idrovia Ferrarese «Le priorità non sono i ponti e le strade ma la navigabilità»

Giovanna Corrieri
Idrovia Ferrarese «Le priorità non sono i ponti e le strade ma la navigabilità»

Scolamacchia (Confesercenti): «Le imprese devono essere coinvolte  Il Pubblico deve condividere tempi e modalità degli interventi con noi» 

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l’intervento

Sbloccati dal patto di stabilità 62 milioni di euro per realizzare l’Idrovia, Regione, Comuni e Provincia pronti a sfruttare al meglio l’opportunità, Tavoli fra le stesse, «ma le imprese dove sono? – è la protesta di Nicola Scolamacchia, presidente di Confesercenti Ferrara – perché non vengono coinvolte? È un tema che ci è molto caro quello della rivitalizzazione delle vie d’acqua e vorremmo essere parte attiva del progetto». La cui ripresa peraltro, sottolinea ancora Scolamacchia, non dovrebbe coincidere subito con la realizzazione di grandi ponti, opere costose e lunghe, che potrebbero conoscere ostacoli e ulteriori ritardi. E bisogna considerare che quei fondi sono da programmare in un triennio, altrimenti si perdono.

Le priorità

Si comincia a lavorare dai ponti, da conformare agli standard delle navi di Vª classe europea, e il primo sarà il Bardella sul canale Boicelli i cui lavori, annunciava negli scorsi giorni Claudio Miccoli (Agenzia regionale), cominceranno a fine marzo, ma le necessità più immediate delle imprese, dice Scolamacchia, sarebbero altre. «Prima di tutto bisogna mettere in ordine la Darsena, che oggi è praticamente un acquitrino – ragiona il presidente di Confesercenti – Significa dragare e far sì che diventi navigabile anche per le barche più piccole, e funzionale per quello che già c’è quindi. Poi bisogna sistemare gli argini, e la chiusa di Pontelagoscuro che è fondamentale essendo lo sbocco sul Po, diversamente potremmo parlare di una vasca da bagno. Oggi la chiusa – continua Scolamacchia – non ha una pianificazione oraria, non è telecomandata, ha problemi, come dimostrato dai alcuni blocchi di cui è stata protagonista. E poi c’è da considerare lo sbocco al mare, con problemi di sabbia».

Esistono delle priorità secondo le imprese che necessitano di valutare il progetto nella sua complessità, seduti ad un tavolo che coinvolga il pubblico tanto quanto le imprese «alle le quali, insieme ai cittadini, queste opere sono destinate – è la considerazione di Scolamacchia – Ci sono cose da cambiare e sulle quali si deve intervenire facendo investimenti mirati, come possono essere appunto quelle per il dragaggio, che richiedono meno soldi e anche meno tempo. Poi si passerà alle grandi opere, come i ponti».

Ma per le imprese l’arrivo dei fondi non deve significare «il rifacimento immediato delle strade e della viabilità ordinaria – aggiunge Scolamacchia – che sono opere importanti ma anche lunghe e costose che potrebbero portare a ritardi nei tempi di esecuzione». Meglio partire dal rendere navigabile la Darsena quindi, cercando di stabilire tipologia e tempi dell’intervento ad un tavolo dove siano presenti anche le imprese: «quando si riuniscono tavoli di programmazione dell’Idrovia – sottolinea Scolamacchia – fa dispetto che siano fatti solo dagli enti pubblici e non anche dalle imprese». —

Giovanna Corrieri

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