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Comacchio, il calcio è in lutto per Cibino. Una vita da talent scout

Davide Bonesi
Comacchio, il calcio è in lutto per Cibino. Una vita da talent scout

Ultimo Fogli per quarant’anni è stato dirigente nelle giovanili della Comacchiese. Il ricordo: «Ci ha preso dalla strada e portato al campo, siamo tutti suoi figli»

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COMACCHIO. Non aveva figli o, meglio, ne aveva decine, tutti quei ragazzi presi letteralmente dalla strada e portati sul campo di calcio del vecchio stadio Ider Carli. Nella notte fra mercoledì e giovedì è morto all’età di 81 anni Ultimo Fogli, per tutti “Cibino”, che ha dedicato tutta una vita al calcio, solo ed esclusivamente il settore giovanile, portando alla prima squadra in rossoblù (e tanti anche nei professionisti) moltissimi ragazzi che avevano sempre e solo giocato in strada, come si faceva fino a non tantissimi anni fa.

La vita

Cibino non si è sposato e non aveva figli. Chiamato Ultimo perché ultimo dei suoi fratelli, ha sempre lavorato (anche a pensione raggiunta) nella piccola azienda agricola di famiglia, dedicando il restante tempo libero al calcio, passione iniziata a praticare in giovanissima età. E così Fogli si è distinto per essere un vero e proprio talent scout, capace per quarant’anni di scoprire numerosi calciatori in erba, quelli che di fatto hanno poi militato nella Comacchiese. E lui alla maglia rossoblù è sempre rimasto legato, fino a quando nel 2003 (non senza polemiche), l’allora dirigenza della società Comacchio Lidi decise di privarsi del suo apporto. Era un momento di cambiamento nell’ambito del calcio lagunare, erano in atto degli accordi con club di altri paesi e lui decise di lasciare, perché non voleva fare calcio fuori da Comacchio. Tutto questo pochi mesi dopo aver ottenuto a Roma la benemerenza del Coni per i 40 anni da dirigente.
 

Il ricordo

«Ciao Cibo! Quanti ne hai visti! Quanti ne hai scoperti, se solo quei ciottoli potessero parlare...Hai sempre detto: “Quello che conta è ciò che lasci agli altri”. Egregio lavoro mister! Fai buon viaggio grande cuore rossoblù». Questo il messaggio apparso ieri pomeriggio sulla pagina Facebook della società Comacchiese 2015, rinata dalla scomparsa del Comacchio Lidi e guidata da uno dei tanti ragazzi (figli) di Cibino, Francesco Cavalieri: «Tutti noi giovani di almeno un paio di generazioni giocavamo a calcio in strada - ricorda - e lui ci veniva a vedere e ci portava al campo. Ci prendeva proprio fra i ciottoli di Comacchio, dandoci un’opportunità in più nella vita e per alcuni di noi il calcio è diventato un lavoro. Cibino è una di quelle figure che ora non esistono più e noi nati calcisticamente sulla strada siamo tutti suoi figli». E tanti suoi figli ieri hanno salutato Fogli con messaggi sui social.

Oggi (6 marzo)  una delegazione della Comacchiese ha portato l’ultimo saluto a Fogli direttamente alla camera mortuaria, vista l’impossibilità a causa del coronavirus di poter seguire la funzione religiosa (se non all’esterno), che si è tenuta nel pomeriggio in duomo di Comacchio.

Fogli, morto per una malattia che lo ha costretto in casa negli ultimi mesi della vita, lascia i tre suoi fratelli più vecchi ancora vivi. —


 

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